DENTRO LA SCENA DEL CRIMINE

CRIME TRAINING: DENTRO LA SCENA DEL CRIMINE, L’INTERAZIONE IN VR

 

Lo scorso 18 luglio è stato presentato a Roma Crime Training, un software che permette di ricostruire la scena di un crimine esplorandola attraverso un’esperienza immersiva in VR (realtà virtuale).

L’innovativa piattaforma tecnologica è nata da un’idea di Antonio Castrucci di Legalgenetics, società di consulenza e formazione nell’ambito della criminologia e criminalistica fondata dalla dott.ssa Marina Baldi, in collaborazione con Fingerlinks.

La pagina ufficiale di Crime Training su Facebook ha pubblicato il suo primo post il 9 ottobre 2018 annunciando la nascita di un nuovo software per la formazione degli operatori in scienze forensi che dà un nuovo significato ai termini ‘training’ e ‘investigazione’.

Il nuovo progetto dedicato alla formazione in criminalistica è stato svelato il 13 ottobre 2018 nel corso della X edizione del corso di alta formazione dell’Accademia Internazionale delle Scienze Forensi (AISF).

In tale occasione, i partecipanti (studenti, giornalisti, addetti ai lavori) hanno potuto provare direttamente la piattaforma indossando un visore virtuale. In versione demo, la piattaforma è stata lanciata lo scorso anno al Tecnology Hub di Milano ed è disponibile da gennaio di quest’anno.

Studenti, semplici curiosi e addetti ai lavori di livello alzano volentieri il pollice di fronte a Crime Training.

Perché?

 

CRIME TRAINING: A COSA SERVE E COME FUNZIONA LA PIATTAFORMA

Crime Training ricrea in VR gli ambienti di vere scene del crimine consentendo agli utenti di simulare azioni che eseguirebbero nel mondo reale, nello stesso contesto. Ricostruisce le scene creando percorsi virtuali guidati consentendo all’utilizzatore di simulare il primo ingresso.

Durante l’esperienza immersiva è possibile selezionare tutti gli strumenti necessari per i rilievi (come pennello e polvere per rilevare le impronte digitali) e decidere, di volta in volta, quale strumento usare a seconda dell’operazione da compiere.

Grazie a questo ‘gioiello’ di realtà virtuale, è possibile ispezionare l’ambiente (stanza per stanza), visionare la scena, effettuare rilievi, raccogliere oggetti, aprire cassetti e ante di armadi, andare a caccia di tracce (ematiche o biologiche) prelevando campioni, numerare le tracce da analizzare, eseguire test del sangue. In sostanza, si può interagire con lo scenario e con tutti gli oggetti presenti, in maniera assolutamente ripetibile.

La piattaforma supporta il percorso formativo di chiunque voglia approcciarsi al mondo forense o perfezionarsi.

Basta indossare un visore virtuale (una maschera con occhiali speciali e due dispositivi molto simili a telecomandi) per ritrovarsi dentro la scena del crimine. Il telecomando permette all’utente di scegliere fra una serie di strumenti da utilizzare (lampada per illuminare, tamponi, macchina fotografica, luminol o luce blu per mettere in chiaro le tracce lavate).

Come funziona il sistema di VR?

La ‘scaletta’ prevede 4 step:

  • Prima visione della scena del crimine tramite video. Formazione delle squadre (5-6 persone);
  • Divisione dei compiti. Vestizione e composizione della toolbox iniziale (con strumenti di lavoro per l’operatore sulla scena);
  • Un operatore alla volta entra nella scena del crimine in VR (realtà virtuale). Due operatori seguono in remoto le azioni del collega sulla scena;
  • Tre operatori si occupano di stilare il verbale di sopralluogo. Valutazione dell’operato del team con il docente.

 

I VANTAGGI DI CRIME TRAINING

Perché utilizzare Crime Training?

I vantaggi descritti da LegalGenetics sono diversi, tutti interessanti e innovativi:

  • Ispezione visiva senza entrare fisicamente nella scena del crimine, interazione con ambienti di solito inaccessibili;
  • Accesso alla scena del crimine graduale e guidato;
  • Esperienza immersiva replicabile (può essere ripetuta all’infinito);
  • Sviluppo di familiarità e dimestichezza con l’ambiente esplorato;
  • Misurabilità del progresso e del livello di crescita raggiunto nel percorso formativo;
  • Garanzia di Healt & Safety per gli operatori.

 

CHI PUÒ UTILIZZARE CRIME TRAINING

Il 18 luglio scorso, Crime Training è stato sperimentato anche dalla stampa attraverso la riproduzione del teatro di un delitto realmente accaduto, l’omicidio di Francesca Benetti, insegnante vicentina uccisa dal giardiniere ossessionato da lei. Seppure il corpo della donna non sia mai stato ritrovato, le tracce di sangue sulla scena del crimine sono state determinanti per arrivare ad una sentenza di condanna definitiva all’ergastolo nei confronti dell’assassino.

Il software ricrea in Realtà Virtuale le scene del crimine rendendo gli ambienti navigabili. La rivoluzione consiste proprio nella possibilità di ritrovarsi all’interno della scena dove è stato commesso il delitto.

Le Forze dell’Ordine hanno già la possibilità di riprodurre in 3D la scena del crimine ma non di navigarci. Con il sistema VR di Crime Training si può. Questo sistema dà modo agli studenti di ricostruire delitti realmente accaduti; nella realtà (non virtuale), per legge, non potrebbero avere accesso ai dettagli della scena per via del rischio di inquinamento probatorio.

Ritrovarsi dentro al delitto in Realtà Virtuale, all’interno della scena di un crimine senza inquinarla. Chi può farlo? Chi può usare il software Crime Training?

Al momento, è utilizzato a scopo formativo soprattutto da studenti iscritti a corsi privati di scienze forensi a cui viene, oltretutto, data l’opportunità di scoprire cosa significa entrare a livello emotivo all’interno di una scena del crimine. Non dimentichiamo che l’esperienza immersiva non è soltanto formativa ma anche emotiva.

L’apripista potrebbe essere l’Università di Bari, il primo ateneo che l’ha messo a disposizione dei suoi iscritti.

 

L’INTERESSE DEGLI ADDETTI AI LAVORI

Al software guardano con interesse anche certi reparti specializzati delle Forze dell’Ordine.

In ambito didattico, è una rivoluzione ma potrebbe esserlo anche per addetti ai lavori, inquirenti e investigatori.

Un software del genere è utilizzabile anche a indagini chiuse, in aula, durante un processo per mostrare in che modo sono stati raggiunti certi risultati investigativi. In futuro, si potrebbe utilizzare Crime Training nelle fasi dibattimentali di un processo con la scena del crimine mostrata in aula di giustizia.

L’avvocato, il consulente e le varie figure interessate ad un procedimento penale possono avere la possibilità di entrare virtualmente all’interno di una scena del crimine per visualizzare ciò che è stato trovato dagli operatori di Polizia giudiziale e poterla analizzare in maniera complessiva e dinamica – spiega il criminalista Nicola CaprioliE’ uno strumento che può aiutare anche nelle indagini ancora in corso. Spesso, abbiamo una lettura piatta delle informazioni presenti nella scena di un crimine: la fotografia o la descrizione testuale non rende quello che, effettivamente, è presente nella scena. Con questo sistema abbiamo una visione d’insieme delle singole tracce presenti e, quindi, si può cercare di leggerle in maniera dinamica”.

Si può accedere all’interno di un luogo che altrimenti sarebbe inaccessibile per determinate figure che si occupano di indagini in ambito forense perché, spesso, o la scena non è più esistente in quanto dissequestrata o le tracce all’interno della scena potrebbero aver cambiato stato per il trascorrere del tempo.

Per ‘immergersi’ totalmente e navigare nella scena del crimine, “tutti dovrebbero dotarsi di questa apparecchiatura, altrimenti c’è la possibilità di proiettare ciò che noi osserviamo attraverso il visore all’interno di uno schermo. Ciò permetterebbe a tutti gli attori presenti in aula durante un processo di leggere ed osservare la disposizione delle tracce” conclude Nicola Caprioli.

 

PARERI AUTOREVOLI

Abbiamo riportato la descrizione ed il parere del criminalista Nicola Caprioli, ma sono anche altri i pareri autorevoli su Crime Training.

La dottoressa Marina Baldi (nota genetista forense nonché fondatrice di LegalGenetics) ha spiegato: “Le scene ricostruite sono scene del crimine reali, tratte da veri sopralluoghi. Si entra e si comincia ad eseguire la refertazione. Un tutor dietro corregge se si fa un errore nel tamponare, nel mettersi i guanti, i copriscarpe, se si maneggia male qualcosa sulla scena, qualche presidio particolare. In sostanza, è come fare un vero sopralluogo che, oltretutto, si può ripetere”.

Anche la dottoressa Antonella Sciarra, (genetista) rilascia la sua preziosa testimonianza dopo aver provato Crime Training: “Ottimo come completamento di training in un corso teorico-pratico in scienze forensi. Mi sembra ben realizzato, molto realistico, sembra di stare sulla scena del crimine”.

 

FARE LUCE NEGLI ANGOLI BUI, PROSEGUIRE VIRTUALMENTE LO STUDIO DI UN CASO

Nella realtà virtuale, è possibile simulare il repertamento di tracce biologiche. Crime Training le ha ricreate in VR proprio come la Polizia Scientifica le ha trovate sulla reale scena del crimine.

L’innovazione di questo software consiste nella fedele riproduzione della realtà in chiave virtuale che consente a studenti e professionisti delle scienze forensi di esercitarsi e fare pratica simulando le stesse azioni che eseguirebbero nel mondo reale. Oltretutto, questo software permette a più persone di utilizzare un unico strumento e di ripetere l’operazione all’infinito senza inquinare le prove affinando le tecniche operative/investigative e raggiungendo una maggior competenza.

Un sistema del genere potrà influenzare positivamente la qualità formativa dei futuri operatori in scienze forensi. E’ questo il futuro della criminologia.

 

I CORSI DI LEGALGENETICS INCLUDONO L’UTILIZZO DI CRIME TRAINING

LegalGenetics organizza corsi di formazione intensiva che prevedono l’utilizzo di Crime Training.

I corsi hanno lo scopo di fornire gli strumenti tecnico-scientifici per l’analisi dei fascicoli processuali (relativi a procedimenti giudiziari in corso ma anche casi ‘a pista fredda’ dove, spesso, indagini e processi hanno prodotto molto materiale). Servono per comprendere le procedure di sopralluogo sulla scena del crimine e di repertamento delle tracce biologiche, le corrette procedure per l’analisi del DNA (con studio di casi pratici), per approfondire gli aspetti noti della BPA (Bloodstain Pattern Analysis) fondamentale per la costruzione della criminodinamica.

Tali corsi sono tenuti dai massimi esperti nel campo: la dott.ssa Marina Baldi (genetista forense), la dott.ssa Roberta Bruzzone (criminologa), l’avv. Serena Gasperini (avvocato penalista), il dott. Nicola Caprioli (criminalista) e il dott. Luigi Sabbatella (tossicologo forense).

Un training virtuale basato sulla ricostruzione di una scena del crimine reale potrebbe risultare particolarmente utile nel caso in cui, dopo una prima fase di repertamento, la scena reale venisse contaminata. Virtualmente, questo non avverrebbe e darebbe modo agli operatori di proseguire lo studio del caso.

Un’esperienza immersiva in VR come quella resa possibile da Crime Training permette di esplorare ed osservare la scena del crimine a 360 gradi, di fare luce negli angoli più bui, muoversi tra i diversi ambienti, cercare tracce con gli strumenti usati dalla scientifica ed evidenziare quelle trovate.

 

CRIME TRAINING POTREBBE ESSERE UTILE IN CASO DI FURTO, RAPINA, AGGRESSIONE?

Fin qui, abbiamo menzionato la scena del crimine inteso come omicidio.

Ci siamo chiesti: “Crime Training potrebbe aiutare nelle indagini anche in caso di furto, rapina, aggressione?”.

Abbiamo posto la domanda ad Antonio Castrucci di LegalGenetics, associazione che offre strumenti e servizi di consulenza in ambito forense, oltre ad occuparsi di alta formazione in ambito scientifico-forense.

Lo abbiamo raggiunto al telefono. Questa è stata la sua risposta:

Crime Training nasce come un progetto a largo spettro: ha inizio come piattaforma formativa ma ha la ‘presunzione’ di aiutare le Forze dell’Ordine nella fase investigativa, fino ad arrivare in ‘aula’ in fase dibattimentale. Per il momento, l’attività è rivolta alla ricostruzione di reati maggiormente cruenti o ‘gravi’ ma nulla toglie, in un prossimo futuro, di allargare l’ausilio del software anche a reati meno mediatici (come già facciamo tramite ricostruzioni 3D) per altre tipologie di reati”.

Ringraziamo Antonio Castrucci per la sua disponibilità.

Buon lavoro a tutto lo staff di Crime Training!

Francesco Ciamo CEO di Più Sicurezza

Francesco Ciano