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IMMIGRATI: PANORAMICA SUI REATI DEGLI STRANIERI, I PIANI DI MATTEO SALVINI

Per fornire una panoramica sulla presenza sempre più massiccia di immigrati e sui reati degli stranieri, partiamo dai dati statistici più recenti (anno 2017) elaborati dal Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, relativi alle varie tipologie di crimine. È importante sottolineare che i dati statistici (contenuti nel paragrafo seguente) si riferiscono agli stranieri in Italia che non sono soltanto immigrati.

Sulla base delle statistiche fornite dal Ministero della Giustizia ed elaborate da Open Migration, al 31 dicembre 2017 il numero complessivo degli stranieri ospiti delle patrie galere in Italia ammontava a 19.745 (il 34%) su 57.608 detenuti tra imputati e condannati. Questi 19.745 stranieri provengono da altri paesi europei (7.287 in totale, di cui 3.387 di altri Stati dell’Unione Europea, in particolare 2.588 rumeni e 2.598 dell’Albania), dall’Africa (9.797, di cui 3.703 marocchini e 2.112 tunisini), Asia (1.357) ed America (1.096).

Si nota che delle quattro nazionalità (marocchini, albanesi, rumeni e tunisini) che pesano di più (il 55,8% del totale complessivo) nessuna rientra tra quelle ‘sbarcate’ negli ultimi anni (di nazionalità eritrea, nigeriana, somala, guineana, ivoriana).

Nel 2015, gli stranieri in carcere erano 17.340 su 52.164: nel giro di 2 anni, sono cresciuti di 2.405 unità.

Gli stranieri, che equivalgono al 9% circa della popolazione libera in Italia, rappresentano il 34% dei detenuti.

 

Stranieri e immigrati in Italia: i reati del 2017

In base ai dati statistici forniti dal Dap (Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria), riportiamo di seguito i risultati secondo le tre macro categorie di reati da considerare: contro il patrimonio, legati alla droga e contro la persona.

In base alla popolazione carceraria, i reati che incidono di più sono quelli contro il patrimonio: furti, rapine, estorsioni, ricettazione, danni a cose e animali, appropriazione indebita e truffa.

Nel 2017, per questo genere di reato, si trovavano dietro le sbarre 32.336 soggetti: 9.222 stranieri (tra cui immigrati) e 23.114 italiani. Considerando che, nel 2015, si trovavano in carcere 8.192 stranieri e 21.721 italiani, si deduce che è cresciuto maggiormente il numero di detenuti stranieri (+1.393) rispetto ai connazionali (+1.030).

A fine 2017, erano 7.430 i detenuti stranieri (contro 12.363 italiani) finiti in carcere per reati legati alla droga (importazione, esportazione, acquisto, commercio, ricezione e detenzione di stupefacenti). Un reato, questo, strettamente connesso ad altri: detenzione illecita ed uso di armi, associazioni di tipo mafioso, reati contro il patrimonio e contro la persona. Il Dap, nel 2015, riportava 6.266 detenuti stranieri e 11.410 italiani per reati legati alla droga: anche in questo caso, è cresciuto maggiormente il numero di detenuti stranieri (+1.164) rispetto agli italiani (+953).

Per i reati contro la persona (percosse e lesioni personali, violenze sessuali, omicidi, violenza privata), i risultati mostrano una maggiore crescita di detenuti italiani: dalle 14.869 unità del 2015 si è passati a 15.849 (+980). I detenuti stranieri, nello stesso periodo 2015-2017, sono passati da un totale di 6.599 a 7.151 (+516 unità).

Dati interessanti che, però, non riescono ancora a dare un quadro preciso della criminalità in Italia (reati degli stranieri inclusi). I dati elaborati riguardano le persone finite in carcere: si possono elaborare dati di persone denunciate o detenute ma non quelli dei soggetti non denunciati o non identificati.

 

Esiste una correlazione fra immigrazione e tasso di criminalità?

Una correlazione fondata tra immigrazione e tasso di criminalità esiste ma riguarda gli immigrati irregolari, seppure sia difficile da definire. Gli stranieri che risiedono regolarmente in Italia commettono lo stesso numero di reati degli italiani (allo stesso ritmo, seppure con modalità diverse).

Per immigrati irregolari s’intende che arrivano in Italia irregolarmente, non possiedono un permesso di soggiorno lavorativo e neanche una protezione internazionale.

Per lo Stato, questi soggetti non esistono: non possono trovare un lavoro, pagare le tasse, frequentare scuole per adulti, accedere a cure sanitarie (tranne quelle urgenti ed essenziali). Di conseguenza, queste persone per vivere sono spinte a commettere crimini oppure lasciarsi inghiottire dal lavoro nero lavorando, ad esempio, come braccianti per pochi euro all’ora.

A confermare tutto questo è uno studio di Confcommercio (secondo cui il 70% dei reati commessi da stranieri è attribuibile ad immigrati irregolari) ed uno studio della Rodolfo Debenedetti Foundation del 2013 (secondi cui il 90% degli stranieri che si trovano nelle carceri italiane sono irregolari).

Il Ministero degli Interni, nel 2007, evidenziava che l’80% degli stranieri arrestati per aver commesso reati gravi era composto da irregolari. Conosciamo il numero degli stranieri irregolari denunciati, arrestati o incriminati ma non sappiamo di preciso quanti siano in totale.

Sappiamo bene, invece, quanti siano gli stranieri ammessi regolarmente in Italia: una minima parte della complessiva ondata migratoria che ha invaso il nostro paese. Nel 2016, solo 35.000 hanno ottenuto protezione internazionale, poco meno di 32 mila hanno ottenuto un permesso di soggiorno.

Quali reati commettono più di frequente gli immigrati irregolari? Lesioni volontarie (70%), omicidi (75%), furti e rapine (85%).

 

Immigrati irregolari: i piani del ministro dell’Interno Matteo Salvini

Matteo Salvini, leader della Lega nonché attuale ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio, da sempre pone al centro delle sue priorità politiche temi come la sicurezza e l’immigrazione illegale.

Lo scorso 6 febbraio, intervenendo al Parlamento europeo, Salvini ha dichiarato: “In un anno, i reati compiuti da cittadini stranieri sono stati 250 mila” ovvero furti (55%), sfruttamento della prostituzione (51%), estorsioni (45%), stupri (il 40%, 1.500 stupri in un anno).

Ora che si è insediato al Viminale cosa ha intenzione di fare?

Ecco quali sono i programmi per il suo NO all’invasione:

  • Creazione di centri di detenzione in tutte le regioni italiane per gli immigrati irregolari in grado di contenerli tutti (stimati intorno alle 500 mila persone) per accelerare ed aumentare le espulsioni;
  • Sollecitazione della stipula di accordi bilaterali con i paesi di transito e di origine dei richiedenti asilo, sempre per velocizzare le procedure per il rimpatrio;
  • Controllare i sussidi sociali dei migranti per evitare l’utilizzo di fondi non proporzionati alle disponibilità economiche del nostro paese;
  • Intervenire sul regolamento di Dublino per stabilire il principio di equa ripartizione dei richiedenti asilo tra i vari paesi dell’Ue;
  • Stabilire i tipi di reati (tra cui l’occupazione abusiva delle abitazioni) che, se commessi dagli immigrati irregolari, comportino l’immediata espulsione dall’Italia.

“Se sei alla ricerca di un sistema di sicurezza telefona 800 96 70 78 per fissare un appuntamento”

Grazie, a presto.

Francesco Ciano

Francesco Ciamo CEO di Più Sicurezza

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