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ATTENZIONE: Se desideri capire come scegliere un sistema di antintrusione devi leggere subito questo articolo.

 SCOPRI COME ELIMINRE TUTTI I TUOI DUBBI NELLA SCELTA DI UN ANTIFURTO EVITANDO DI SPENDERE SOLDI INUTILMENTE.

Se desideri capire le principali differenze tra un sistema antintrusione professionale e un kit fai da te non potrai stare tranquillo senza aver letto questo report.

 

Se vuoi capire le principali differenze di un antifurto e non sai quale scegliere devi leggere ATTENTAMENTE la strategia che sto per darti per ottenere un sistema adeguato alle tue esigenze.

 

Sono Francesco Ciano, e mi occupo di sicurezza da più di 20 anni, in questo articolo voglio darti alcuni importanti consigli su come scegliere un sistema di allarme

Le principali domande che ricevo quando vengo contattato da un cliente per un preventivo per un sistema antintrusione sono le seguenti:

 

  • Come posso proteggere la mia abitazione, il mio negozio o la mia azienda con un sistema d’allarme dotato di sirena antifurto con chiamata automatica alle forze dell’ordine?
  • Cosa posso installare esternamente alla mia casa, il mio negozio o la azienda per proteggermi dai malintenzionati?
  • Come posso proteggere con un sistema antintrusione le porte di casa, del mio negozio o della mia azienda? Meglio utilizzare delle sbarre, dei sensori, porte blindate o altri sistemi?
  • Esistono sistemi di sicurezza antintrusione da esterno o perimetrali wireless (senza fili)?

 

La maggior parte dei clienti che hanno subito un atto criminale o temono di poterlo subire non hanno le competenze adeguate per poter scegliere il sistema ideale per le proprie esigenze chiede al Cuggggino esperto tutto fare che dà dei consigli per sentito dire.

Se c’è una cosa che mi hanno insegnato i miei 20 anni di esperienza in sistemi di sicurezza è questa:

Non rivolgersi ad un professionista VUOL DIRE farsi del male e renderci complici dei propri mali.

 

Prova a pensarci; non ti è mai capitato, o a hai sentito da un tuo conoscente che ha fatto fare un lavoro ad un “amico” o “Cugggino” o “fai da te” o ElettroTutto (termine che io uso per descrivere un elettricista che fa tutto) e NON HA OTTENUTO IL RISULTATO DESIDERATO?

Capisci quanto è importante rivolgersi ad un professionista?

E’ difficile distinguere il professionista ….. ma è fondamentale che tu lo riconosca e DEVI finire di leggere questo articolo.

Sicurezza attiva e passiva?

Innanzitutto occorre fare una distinzione: i dispositivi passivi (come i sistemi anti intrusione per tapparelle, le inferriate alle finestre o una porta blindata) sono ottimi deterrenti, ma non sono sufficienti per far desistere un ladro. Elettroutensili a batteria, martinetti idraulici e grimaldelli sono ormai in grado di metterli in seria difficoltà.

Non esiste il miglior allarme per casa, ma utilizzando opportunamente sistemi i sistemi passivi insieme a quelli attivi (come allarmi, telecamere di videosorveglianza, sensori perimetrali ecc.) si può ottenere un elevato grado di sicurezza.

Per i primi un buon indice è quello relativo alla classe di resistenza, tipicamente indicata per le porte blindate ma non solo, segnalata con un valore da 1 a 6 e che fa riferimento ai differenti tipi di attacco ai quali un dispositivo può resistere.

Classi di resistenza (WK 1 – 6)

Classe 1: un delinquente occasionale tenta di forzare la porta o la finestra con il solo uso della forza (assestando calci, mediante spallate, sollevando o strappando).

Classe 2: un delinquente occasionale tenta di forzare la porta o la finestra chiusa a chiave ricorrendo anche ad attrezzi semplici, come cacciaviti o tenaglie.

Classe 3: un delinquente tenta di forzare la porta o la finestra chiusa a chiave con un secondo cacciavite e un piede di porco.

Classe 4: un delinquente esperto utilizza anche seghe e strumenti a percussione (accette, scalpelli da legno, martelli e un trapano a batteria).

Classe 5: un delinquente esperto utilizza anche attrezzi elettrici (trapani, seghe a gattuccio e rettificatori ad angolo con un diametro del disco pari a massimo di 125 mm).

Classe 6: un delinquente esperto utilizza anche attrezzi elettrici potenti (trapani, seghe a gattuccio e rettificatori ad angolo con un diametro del disco pari a massimo di 250 mm).

 

Antifurto con fili o wireless?

In caso di installazione di dispositivi attivi è fondamentale una prima distinzione: sistemi di allarme wireless o cablati? Le differenze possono essere significative, e non solo sul costo di acquisto e installazione.

Indipendentemente dalla tecnologia scelta, infatti, tutti gli impianti anti-intrusione sono composti da tre elementi: la centrale, i rilevatori e i dispositivi di allarme.

I dispositivi cablati garantiscono una maggiore sicurezza poiché tutti i componenti sono alimentati attraverso la rete elettrica e, in caso di mancanza di corrente (taglio dei fili o scollegamento dalla rete) si attiva l’allarme.

Per contro, i costi di installazione di un impianto con fili sono generalmente superiori: canaline e opere murarie hanno un impatto significativo e spesso sono giustificati solo in occasione di ristrutturazioni o in presenza di impianti in grado di coesistere nelle canaline adibite al passaggio dei cavi elettrici (ammesso che ci sia spazio per il passaggio di ulteriori cavi).

I sistemi wireless offrono l’innegabile vantaggio di poter essere installati senza particolari interventi nell’abitazione, nell’ufficio o nell’esercizio commerciale; inoltre, le batterie di ciascun sensore possono durare anche anni prima di richiedere la sostituzione. Esistono anche kit pensati per l’installazione di sistemi di allarme senza fili che, con poche centinaia di euro, consentono di coprire un discreto numero di accessi: questi, però, di solito contengono pochi sensori e costringono all’acquisto di ulteriori dispositivi, innalzando di molto i costi. Trattandosi però di dispositivi ai quali affidare la sicurezza della propria abitazione, ufficio o negozio, è buona cosa affidarsi a un professionista in grado di decidere sulla base delle reali necessità di ciascun ambiente, evitando in tal modo che l’allarme si riveli inefficace o che arrechi inutile disturbo ai vicini in caso di falsi allarmi.

Inoltre, occorre tenere presente le potenziali interferenze radio: l’etere viene ormai utilizzata per la trasmissione di dati di ogni genere e, nonostante le diverse frequenze utilizzate, è necessario valutare in anticipo la capacità della centrale di comunicare con ciascun sensore

Che caratteristiche ha la centrale di comando?

Il vero cervello dell’intero impianto è la centrale, un dispositivo alimentato dalla rete elettrica e supportato da una batteria in caso di interruzione (casuale o dolosa) dell’erogazione dell’elettricità. Ne esistono di diversi tipi: per impianti cablati, wireless o ibridi.

Gli impianti di sicurezza ibridi sono in grado di comunicare con i sensori indifferentemente tramite cavi o attraverso la tecnologia wireless.

Le centrali possono essere dotate di un combinatore telefonico gsm capace di mandare messaggi o telefonate registrate a numeri preselezionati.

Si differenziano inoltre per il numero di zone che possono gestire. Non è solo una questione legata alle dimensioni di un ambiente da controllare: si pensi ad esempio all’utilizzo del solo allarme perimetrale di notte in una abitazione (escludendo i sensori volumetrici interni, che altrimenti segnalerebbero una intrusione al primo movimento) rispetto all’allarme completo quando ci si assenta.

Ricevere due distinti messaggi di allarme – perimetrale esterno e volumetrico interno – dà la certezza che una intrusione sia effettivamente avvenuta, eliminando il rischio di un falso allarme.

Il controllo della centrale dei moderni impianti antifurto può avvenire direttamente in loco (attraverso un telecomando o una tastiera alfanumerica) o attraverso internet sfruttando dispositivi remoti come smartphone e tablet. Questi ultimi consentono di accedere a funzionalità estremamente avanzate, come la gestione delle varie funzionalità e, se integrato con un impianto di videosorveglianza, di osservare direttamente l’ambiente.

Un ulteriore vantaggio derivante dall’impiego delle centrali d’allarme dei moderni impianti antintrusione è la possibilità di aggiungere sensori di altro tipo, come rivelatori di gas o di allagamento (con relativa elettrovalvola di chiusura) in prossimità di lavatrice e lavastoviglie.

 

Protezione volumetrica interna e protezione perimetrale esterna?

I sensori operano secondo differenti tecnologie e con diverse modalità. Ai sensori perimetrali è affidato il compito di verificare l’eventuale approssimarsi di un individuo a un varco e di attivare di conseguenza un segnale di allarme; a quelli volumetrici, invece, spetta una attività interna all’ambiente da proteggere. Anche per questo vengono spesso preferiti i primi, poiché intervengono prima che un malintenzionato possa entrare fisicamente in un appartamento o in una attività commerciale. Anche in questo caso, però, una combinazione di entrambe le tecnologie può rivelarsi la soluzione ideale, poiché assicura una maggiore copertura degli ambienti in ogni situazione.

I sensori volumetrici sfruttano diverse tecnologie per rilevare eventuali intrusioni: quella a infrarossi (IR) consente di valutare la variazione di temperatura nell’ambiente (come quella generata appunto da un corpo umano); i sensori più evoluti affiancano alla tecnologia IR anche quella microonde a DT, che consente di effettuare in contemporanea il cosiddetto rilevamento a fasci, riducendo notevolmente l’insorgere di falsi allarmi. Il discorso è simile per la protezione perimetrale: anche in questo caso le barriere sono in grado di lavorare sfruttando la tecnologia a infrarossi e quella a microonde.

Come si può gestire l’impianto di allarme quando ci sono animali domestici?

Nella realtà gli animali domestici, soprattutto se di piccola taglia, non costituiscono un problema. I sensori volumetrici a protezione dei volumi interni, riescono a discriminare se trattasi di un animale in movimento piuttosto che un essere umano. Chiaramente animali di grossa taglia sono incompatibili all’installazione di sensori volumetrici; in tal caso dobbiamo necessariamente affidare la protezione della nostra casa ad una tipologia di antifurto perimetrale ovvero ad un controllo sui serramenti: finestre, porte, tapparelle, balconi.

D’altra parte, oggi sempre di più, si cerca di privilegiare le protezioni con allarmi perimetrali perché ci permettono la libertà di movimento all’interno della casa pur esercitando un controllo sulle finestre e sulle porte permettendoci di non essere presi alla sprovvista nel caso qualcuno tentasse di violare la nostra abitazione.

Che caratteristiche hanno I dispositivi di allarme?

La segnalazione dell’allarme è la funzione fondamentale dell’impianto antintrusione. Una volta che l’informazione di allarme proveniente dai rivelatori arriva alla centrale, questa la memorizza e attiva i dispositivi previsti per segnalare tale situazione. Diverse sono le tecniche di segnalazione in uso. La più comune è quella di emettere suoni di elevata intensità utilizzando dispositivi acustici, come le sirene. Dato il loro costo limitato, è sempre opportuno prevedere l’installazione anche di più dispositivi acustici affacciati su due pareti diverse al fine di renderne più difficile la neutralizzazione. Inoltre, la sirena può essere dotata di lampeggiatore, per facilitare l’individuazione dell’abitazione da cui proviene l’allarme. Data l’importanza di comunicare a qualcuno il compiersi di un tentativo d’intrusione, è consigliabile affiancare alle sirene un combinatore telefonico in grado di inviare uno o due messaggi vocali preregistrati di allarme, utilizzando la normale linea telefonica commutata o GSM. Il messaggio viene trasmesso a una serie di numeri telefonici di persone di fiducia memorizzati in fase di installazione dell’impianto o alla sala operativa della locale Questura o a un Istituto di Vigilanza privato.

Il collegamento alla locale Questura è gratuito, ma bisogna considerare che le pattuglie di pronto intervento potrebbero tardare e che un intervento tempestivo non sempre può essere garantito. Il collegamento alla sala operativa di un Istituto di Vigilanza privato, via rete telefonica oppure tramite ponte radio, avviene tramite contratti che garantiscono il pronto intervento e offrono la possibilità di usufruire di servizi specializzati.

A questi possono essere affiancati dispositivi di allarme fumogeni: oltre all’allarme acustico, questi emettono una coltre nebbiogena (innocua e che non lascia residui in casa) che rende praticamente impossibile vedere all’interno del locale, scoraggiando ulteriormente il delinquente nel proseguire con il proprio intento.

 

Quali costi hanno gli impianti antifurto?

Il mercato oggi propone una scelta vastissima di apparecchiature apparentemente tra loro uguali ma solo apparentemente. Tecnologie più o meno evolute che offrono prestazioni decisamente diverse. L’apparecchiatura professionale, densa di contenuti tecnologici, chiaramente risente dei costi di progettazione e di produzione. È chiaro che un prodotto tanto più ricercato, subisce dei costi superiori e viene prodotto in quantità minori, non riuscendo ad abbattere e smorzare le innumerevoli ore di lavoro necessarie per la sua realizzazione. Indicativamente posso variare da €1500 a €5000,00 compreso manodopera e materiali, ma i prezzi possono variare in base alle caratteristiche dei prodotti e del sito da proteggere

 

Per concludere vi segnalo una nota di Amazon che si legge al fondo di una ricerca di sistemi antintrusione:

“Questo contenuto è fornito dal venditore o produttore. Questo contenuto non è stato verificato da Amazon per l’accuratezza, la completezza o in altro modo. Amazon cerca di essere quanto più precisa possibile. Tuttavia, Amazon non garantisce che le descrizioni dei prodotti o altri contenuti di questo sito siano accurate, complete, affidabili, aggiornate o privi di errori. Inoltre, Amazon non riconosce alcuna garanzia, espressa o implicita, come meglio indicato nelle ‘Condizioni d’uso’ per Amazon.it.”

QUINDI …… ATTENTI A QUELLO CHE ACQUISTATE E RIVOLGETEVI SEMPRE AD UN PROFESSIONISTA

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