CASE A PROVA DI LADRI: PIÙ SICUREZZA, PIÙ VALORE IN CASO DI AFFITTO E VENDITA

L’attenzione per il tema della sicurezza cresce nei mesi estivi (secondo gli ultimi dati Istat, 6 italiani su 10 partono per le vacanze col timore di subire un furto) ma non si arresta, di certo, nei restanti mesi dell’anno: le case a prova di ladri sono il sogno delle famiglie italiane.

Gli italiani si dimostrano sempre più esigenti in questo senso e l’accresciuta percezione della sicurezza si riflette sul mercato immobiliare.

Case a prova di ladri: valgono di più rispetto alla media, quanto?

Una casa a prova di ladri vale di più rispetto ad un’abitazione a rischio?

Il sito immobiliare.it si è posto la domanda facendo un’analisi a riguardo.

Da questa analisi si scopre che le case dotate di sistemi di sicurezza a prova di ladro valgono di più: il 21% in più rispetto alla media in caso di locazione ed il 7% in più in caso di vendita.

Vendere o affittare non è soltanto più remunerativo ma anche più rapido.

Buono a sapersi, direte voi, anche se attualmente in Italia soltanto una casa su tre (il 33%) dispone di porta blindata e solo in una casa su 10 è stato installato un impianto di allarme.

I sistemi antifurto e la vicinanza a Polizia e Carabinieri fanno la differenza

L’esigenza di sicurezza – che, al momento, non si traduce in una risposta concreta da parte della maggioranza degli italiani – incide sul valore delle case a prova di ladri soprattutto per i sistemi di sicurezza presenti nelle abitazioni (porta blindata, impianto di allarme, sistemi attivi e passivi, ecc.) ma non solo.

Vale fino al 5% in più rispetto alla media anche una casa vicina ad una caserma dei Carabinieri o ad una stazione di Polizia.

I sistemi di sicurezza sono un buon investimento che consente a chi vuole affittare o vendere la propria casa una rivalutazione non indifferente, come abbiamo visto. A questo aggiungiamo gli incentivi fiscali previsti fino a fine anno in caso di installazione della porta blindata o dell’impianto di allarme.

Case a prova di ladri: le regioni italiane più attente alla sicurezza

L’analisi rivela altri dettagli in merito alla percezione di sicurezza ideale e reale degli italiani. Avere una portineria che vigili sul proprio stabile è un motivo di sicurezza in più ma soltanto il 2,9% degli immobili in affitto o in vendita dispone di portiere e solo il 15% degli immobili è dotato di videocitofoni. Fanno eccezione tre regioni: Lombardia (11%), Lazio e Campania (9,5%), che registrano la maggiore presenza di portinerie in Italia per tutto l’arco della giornata.

L’analisi non ha trascurato di delineare una mappa delle regioni più organizzate in termini di sicurezza.

In quali regioni sono presenti più case a prova di ladro?

In riferimento alle porte blindate, la più attenta è la Lombardia (47%) seguita da Lazio (46%) e Piemonte (43%).

Riguardo alla presenza nelle case di impianti di allarme, la Lombardia (20%) seguita da Piemonte e Veneto (15%).

Case a prova di ladri: i sistemi migliori per stare al sicuro

Sistemi antintrusione passivi (inferriate, porta blindata) sono ottimi deterrenti ma non bastano per far cambiare idea ad un ladro che, attraverso un cacciavite o un trapano elettrico, trova il sistema per entrare. La soluzione più sicura è combinare sistemi passivi con sistemi antintrusione attivi (allarmi, telecamere di videosorveglianza, sensori perimetrali, nebbiogeni).

I sistemi attivi possono essere cablati o senza fili: i primi, garantiscono una maggiore sicurezza poiché tutti i componenti sono alimentati attraverso la rete elettrica e, in caso di mancanza di corrente o il taglio dei fili si attiva l’allarme. Per contro, i costi di installazione di un impianto con fili sono generalmente superiori: canaline e opere murarie hanno un impatto significativo.

I sistemi senza fili offrono l’innegabile vantaggio di poter essere installati senza particolari interventi nell’abitazione, nell’ufficio o nell’esercizio commerciale; inoltre, le batterie di ciascun sensore possono durare anche anni prima che sia necessaria la sostituzione.

La centrale, il cervello dell’impianto di allarme, può disporre di un combinatore telefonico GSM in grado di inviare messaggi o telefonate registrate a numeri preselezionati (il collegamento alla Questura è gratuito).

La centrale dei moderni impianti antintrusione e antifurto può essere controllata in loco (tramite telecomando o tastiera alfanumerica) o tramite Internet utilizzando uno smartphone o un tablet per osservare direttamente l’ambiente da remoto. Si possono aggiungere ulteriori sensori come rivelatori di gas o allagamento.

A garantire maggior sicurezza è un’altra combinazione: sensori volumetrici interni + sensori perimetrali esterni. Una combinazione del genere garantisce una maggiore copertura degli ambienti in qualsiasi situazione. Quando scattano entrambi i messaggi di allarme (perimetrale e volumetrico), potere star sicuri che non si tratta di un falso allarme. A ridurre notevolmente il rischio di falsi allarmi è la tecnologia IR (infrarossi che rileva la variazione di temperatura nell’ambiente) affiancata a quella microonde a DT (rilevamento a fasci) da poter sfruttare sia per la protezione volumetrica sia per quella perimetrale.

Concludiamo con il sistema antintrusione e antifurto più evoluto ed efficace esistente in commercio: il Nebbiogeno, un sistema di allarme fumogeno. A distanza di pochissimi secondi dall’effrazione, il Nebbiogeno si attiva emettendo una coltre di nebbia atossica molto densa che rende impossibile vedere all’interno del locale e che spinge il ladro alla fuga.

Per fissare un appuntamento contattami 800 96 70 78

Grazie, a presto.

Francesco Ciano

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