fbpx

ULTIMISSIMI TREND DEI FURTI E RAPINE IN ITALIA.

 TOCOMOCHO, CITOFONI E VIDEOCITOFONI.

Gli ultimissimi trend sul fronte dei furti e rapine in Italia si concentrano su due diversi elementi: dispositivi particolarmente presi di mira (citofoni e videocitofoni) e una tecnica truffaldina aggravata da ipnosi e droga dello stupro chiamata ‘tocomocho’.

Due tendenze che, dal 18 novembre scorso, stanno facendo parlare molto di sé interessando le maggiori testate nazionali.

Vediamo di che si tratta iniziando dalle razzie di citofoni e videocitofoni.

 

Furti e rapine in Italia: ladri di citofoni e videocitofoni in agguato

 Ti svegli una mattina e scopri con profonda amarezza che qualcuno ha portato via il citofono dalla tua villetta o dal condominio. Se si tratta di un videocitofono dotato di fotocamera a colori di ultima generazione (per utenze multiuso condominiali il cui costo supera i 300 euro) il rischio di subire un furto aumenta.

Questi veri e propri atti di vandalismo a scopo di furto interessano tutta Italia e il trend è in costante aumento. Si moltiplicano le segnalazioni allo Sportello dei Diritti.

Una pessima sorpresa che non si riferisce, di certo, a casi isolati. Sono furti su commissione a tutti gli effetti.

Come difendersi dai furti di citofoni e videocitofoni

 A Lecce, si sono verificati dei furti di “massa” di citofoni. Citofoni e videocitofoni estirpati da mani esperte (non da semplici vandali) non si contavano più. Considerando i numeri dei furti di questo tipo, il ‘business’ c’è: per i ladri si tratta di una fonte di guadagno non indifferente.

L’unico deterrente per impedire questo genere di furti è l’installazione della griglia metallica: una griglia esterna antiestetica che serve a proteggere citofoni e videocitofoni dalle grinfie dei ladri. Ladri ‘tecnici’ che, senza dubbio, conoscono i rudimenti dell’installazione e che ci mettono poco ad estirpare dalla propria sede citofoni e videocitofoni senza fare danni per poterli riutilizzare.

 

Furti e rapine in Italia: la tecnica del tocomocho

 La notizia è recentissima, del 20 novembre. I Carabinieri della compagnia di Rho (Milano) guidati dal capitano Simone Musella hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 28 persone in varie province (Milano, Roma, Firenze, Mantova).

Le indagini, partite a gennaio di quest’anno, hanno permesso di individuare un gruppo criminale basato a Milano che pianificava e metteva a segno attività criminali in tutto il Centro-Nord Italia.

La loro tecnica è stata denominata tocomocho ed è molto diffusa in Sudamerica con qualche traccia in Spagna. In che consiste?

Avvicinavano le vittime nei mercati rionali o per la strada (in gran parte persone anziane o donne) dicendo di avere un biglietto della lotteria pluripremiato non esigibile. Con questa premessa lo offrivano in vendita ad un prezzo inferiore al valore effettivo del premio.

Dei 28 malviventi (22 peruviani irregolari, 3 italiani, 1 colombiano, 1 cubano e 1 egiziano) – ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati, borseggi, rapine, furti in abitazione e ricettazione – 21 sono in carcere, 6 agli arresti domiciliari ed uno ha l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

Tocomocho: truffa con ipnosi e droga dello stupro

Alcuni membri della banda del tocomocho (soprattutto donne) utilizzava l’ipnosi per convincere a farsi consegnare i soldi (o gioielli) vendendo falsi biglietti vincenti della lotteria: incantavano le vittime col loro modo di parlare ed il contatto fisico.

In certi casi, hanno usato addirittura l’alito del diavolo, la cosiddetta droga dello stupro (Ghb o Gbl) che azzera la memoria di chi la assume.

Vengono definiti ‘fantasmi’ gran parte dei membri della banda: spesso incensurati, reclutati in Perù, tutti sconosciuti all’anagrafe, nomadi delle truffe che passando per la Spagna entravano in Italia con documenti regolari, si fermavano per brevi periodi nel nostro Paese per, poi, tornare in Perù.

Tra i coinvolti, anche 3 italiani: una donna di 37 anni, un 56enne ed un 64enne entrambi titolari di compro oro in viale Monza (Milano).

È impossibile, al momento, quantificare esattamente il bottino.

Tecnica del tocomocho e non solo per la banda dei ‘fantasmi’ peruviani

Come abbiamo accennato la banda dei fantasmi è ritenuta responsabile di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati, borseggi, rapine, furti in abitazione e ricettazione. Non si sono, di certo, limitati al ‘gioco’ del tocomocho.

Le vittime di questa banda venivano adescate anche all’interno del parcheggio di un supermercato o di un esercizio commerciale anche per compiere furti, sempre ai danni di anziani e donne. Quando i malcapitati riponevano la spesa nell’auto, nel momento in cui si allontanavano per rimettere a posto il carrello i ladri asportavano dalle macchine borse, portafogli e telefoni cellulari.

Per sviare le indagini, i delinquenti usavano auto intestate a prestanome o rubate cambiando continuamente le utenze cellulari. Erano anche molto abili nel ripulire la refurtiva nel giro di poche ore trasformandola in contanti attraverso la ricettazione grazie alla complicità di due compro oro milanesi.

Avevano, in sostanza, una duplice specializzazione:

–        una batteria si dedicava esclusivamente ai furti in negozi, case e locali;

–        una seconda batteria era molto abile nelle rapine non violente, compiute attraverso la truffa (perlopiù, ai danni di connazionali anziani).

Dalle indagini risulta che, nell’arco di 7 mesi, questa banda è responsabile di 49 furti e 40 rapine in abitazione nel Centro-Nord Italia.

Non è detto che la truffa del tocomocho finisca qui, con l’arresto della banda dei ‘fantasmi’, mentre i furti di citofoni e videocitofoni continuano senza alcun ‘arresto’. Quindi, attenzione a difenderti da questi nuovi furti e rapine in Italia ‘all’ultimo gridò.

Francesco Ciano

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere le ultime notizie e gli aggiornamenti sul mondo della sicurezza.

COMPLETA LA TUA ISCRIZIONE.

Riceverai a questo indirizzo una e-mail per la conferma di iscrizione