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CONTROLLI INFORMALI TRA VICINI DI CASA

LA PROPOSTA DI LEGGE DELLA LEGA

 

Accogliendo l’appello di Leonardo Campanale, presidente dell’Associazione Controllo di vicinato, circa 80 deputati leghisti (primo firmatario Alex Bazzaro) hanno sottoscritto una proposta di legge che prevede controlli informali tra vicini di casa come strumento di prevenzione per instaurare un clima di sicurezza. L’obiettivo è far sì che il modello della ‘sicurezza partecipata’ venga istituzionalizzato. Prevede che la Repubblica riconosca questo fenomeno sociale meglio noto come Controllo di Vicinato.

La proposta di legge leghista, presentata in Parlamento nel mese di ottobre 2018, è stata di recente assegnata alla Commissione affari costituzionali di Montecitorio.

Con il controllo tra vicini di casa si punta ad individuare “situazioni anomale che possano generare apprensione, informando gli abitanti della zona”. Nulla a che vedere con le classiche ronde, niente indagini: semplicemente, “un controllo informale della zona di residenza e la cooperazione tra cittadini e istituzioni”.

 

CONTROLLI INFORMALI TRA VICINI DI CASA: IL MODELLO AMERICANO

L’ordine pubblico nelle strade e sui marciapiedi della città non è mantenuto principalmente dalla polizia” bensì “da una complessa rete di controlli spontanei, di norme accettate e fatte osservare dagli abitanti stessi”. La proposta della Lega si ispira al pensiero dell’antropologa Jane Jacobs (racchiuso nel libro “Vita e morte delle grandi città”) che descrive il fenomeno dei Controlli di vicinato. Cosa sono?

Si tratta di gruppi di quartiere nati negli anni Settanta negli USA (neighborhood watch) per presidiare il territorio e garantirne la sicurezza. Dagli Stati Uniti il modello del Controllo di vicinato (Cdv) si è, poi, esteso nel Regno Unito e, dal 2008, in Italia (in particolare, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana).

Attualmente, nel nostro Paese, sono 61.879 le famiglie che hanno aderito al programma dell’associazione Cdv nata nel 2008. Ben 445 i comuni hanno condiviso progetti improntati al potenziamento della coesione sociale: i rapporti di buon vicinato hanno, di fatto, aumentato il senso di sicurezza complessivo (specie nei soggetti più deboli).

 

CREARE UNA RETE INFORMATIVA ATTRAVERSO LA COLLABORAZIONE TRA VICINI

I deputati leghisti propongono “uno strumento di prevenzione basato sulla partecipazione attiva dei cittadini attraverso un controllo informale della zona di residenza e la cooperazione tra cittadini e istituzioni”.

L’obiettivo è creare un sistema informativo che renda possibile la trasmissione delle informazioni acquisite dai soggetti che svolgono attività di controllo di vicinato.

La “collaborazione tra vicini” suggerita dai deputati della Lega serve a “prestare maggiore attenzione a tutte le situazioni anomale che possano generare apprensione, informando gli abitanti della zona così da renderli maggiormente consapevoli di ciò che accade intorno a loro”. È quanto si legge nel documento assegnato alla Commissione affari costituzionali di Montecitorio.

Il controllo di vicinato non sostituisce quello delle Forze di Polizia. “Non si interviene in caso di reato né tantomeno si svolgono indagini sugli individui o si schedano persone intromettendosi nella sfera privata altrui”. L’attività del Cdv si limita alla “semplice segnalazione agli organi preposti per richiedere un immediato intervento” anche se, nella vita quotidiana, comprende anche altre funzioni come la reciproca assistenza (ad esempio, il sostegno agli anziani) o l’individuazione dei cosiddetti ‘fattori di rischio ambientale’ (scarsa illuminazione in alcune zone, accessi vulnerabili, presenza di persone sgradite).

 

CONTROLLI INFORMALI TRA VICINI DI CASA: COSA PREVEDE LA PROPOSTA DI LEGGE LEGHISTA

L’art. 4 della proposta di legge delinea i maggiori interventi per promuovere il controllo di vicinato:

  • Scambio di conoscenze, informazioni ed esperienze;
  • Attività di ricerca e documentazione;
  • Attuazione di protocolli d’intesa (con le Forze dell’Ordine) e patti per la sicurezza urbana (da parte delle varie associazioni riconosciute);
  • Promozione di iniziative conoscitive e progetti scolastici di sperimentazione didattica ed educativa sulle attività di controllo di vicinato.

L’art. 5 prevede la creazione di un sistema informativo, mentre l’art. 6 la presentazione di una relazione annuale alle Camere da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri riguardo allo stato di attuazione della legge.

Nel 2° comma dell’art. 2 si chiarisce che “non costituisce comunque oggetto della funzione sociale di controllo di vicinato l’assunzione di iniziative che violino il diritto alla riservatezza delle persone”.

Il partito di via Bellerio punta all’istituzionalizzazione del modello della ‘sicurezza partecipata’.

 

I CONTROLLI DI VICINATO FUNZIONANO?

Le cosiddette ‘sentinelle volontarie’ rappresentano una rete di sostegno silenziosa, fondamentale contro la microcriminalità del territorio. I controllori, tramite segnalazioni di individui, veicoli o movimenti sospetti su gruppi WhatsApp, rendono più vivibili e sicuri i quartieri. Il sistema si è dimostrato e si dimostra un buon deterrente (in grado di far calare l’incidenza dei reati predatori fino al 70%).

Oltretutto, un maggior coinvolgimento tra vicini abbassa la percezione di insicurezza (il nostro più grande nemico) come ha ammesso Antonio Sbordone, questore di Reggio Emilia. I membri dell’associazione si trasformano in antenne delle Forze dell’Ordine che riescono, in tal modo, ad avere una mappatura più completa della criminalità.

Ogni area in cui è presente un gruppo ufficiale del Cdv viene contrassegnata dal tipico cartello stradale del Controllo di vicinato che ha come simbolo una grande famiglia assieme al poliziotto che si tiene per mano.

 

ASSOCIAZIONE CONTROLLO DI VICINATO E INWA

In sintesi, la nuova proposta di legge intende promuovere in tutta Italia la pratica e le attività dei ‘controlli informali tra vicini di casa’ (come ha voluto definirli la Lega). Vuole riconoscere e legittimare questa attività.

In Italia, per il Cdv si fa riferimento all’Associazione Controllo di Vicinato nata nel 2008 e formalmente costituita nel 2015 (presieduta da Leonardo Campanale) e all’INWA presieduta da Francesco Caccetta, criminologo, scrittore e grafologo.

L’INWA è un sistema integrato di Sicurezza Urbana ed ha un suo slogan ben preciso:

L’arte della guerra non consiste nel confidare che il nemico non verrà, ma nella sicurezza di accoglierlo adeguatamente” (Sun Tzu). Ispirandosi alla cugina europea EUNWA, intende sviluppare e concretizzare iniziative che favoriscano migliori condizioni di libertà e sicurezza a favore sia delle persone presenti sul territorio sia degli animali di compagnia.

Sono principalmente tre gli obiettivi di INWA:

  • Ripristino della coesione sociale dei cittadini;
  • Eliminazione delle vulnerabilità ambientali e comportamentali per negare ai criminali l’occasione di colpire;
  • Competenza nel fare segnalazioni qualificate alle Forze dell’Ordine.

Francesco Ciano

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