fbpx

CRIMINALITÀ IN TEMPI DI PANDEMIA: EUROPOL E ITALIA INSIEME

L’abbiamo letto più volte e lo sappiamo ormai. La criminalità in tempi di pandemia rischia di infiltrarsi nell’economia legale approfittando della crisi innescata dall’emergenza sanitaria e dal lockdown. L’accesso al credito è complicato, c’è una carenza generale di liquidità e diversi imprenditori sono già sul lastrico.

A Roma, si stanno confrontando i vertici delle Forze di polizia di 11 Paesi europei (Francia, Germania, Polonia, Spagna, Austria, Belgio, Olanda, Svezia, Svizzera e Regno Unito) con l’Italia ed Europol (l’agenzia dell’UE anticrimine) chiamate a dirigere i lavori.

L’incontro mira alla definizione della strategia 2021/2024 in tema di minacce più pericolose per i Paesi dell’Unione europea (criminalità organizzata, terrorismo, immigrazione clandestina e cybercrime).

C’è bisogno di una risposta condivisa, coordinata e globale da parte delle Autorità perché la crisi economica è globale.

E’ emergenza criminalità organizzata post-Covid ed è stata proprio l’Italia a promuovere l’incontro il 16 giugno scorso per un allargato scambio di informazioni in chiave preventiva.

 

CRIMINALITÀ IN TEMPI DI PANDEMIA: L’ORGANISMO PERMANENTE DI MONITORAGGIO IN ITALIA

A rappresentare le Forze dell’Ordine italiane nel corso dei lavori il Prefetto Vittorio Rizzi, Vice Direttore Generale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ed il Generale dell’Arma dei Carabinieri Giuseppe Spina, Direttore del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP).

Per l’occasione, il Prefetto Rizzi ha presentato l’Organismo permanente di monitoraggio per l’analisi del rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale a causa della crisi economica post-Covid.

Il nostro è stato l’unico Paese a costituire subito una cabina di regia per monitorare eventuali indicatori di rischio ed intervenire in via preventiva.

Si tratta di una cabina di regia composta da rappresentati di tutte le forze di polizia italiane (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, DIA e DCSA), basata su un modello di condivisione delle informazioni su attività e strategie di prevenzione e contrasto del crimine. Ha il compito di intercettare ogni segnale di espansione, alterazione del mercato, inquinamento del tessuto economico, condizionamento dei processi decisionali pubblici funzionali all’assegnazione degli appalti da parte della criminalità organizzata.

L’interscambio di informazioni ha un unico organismo di vertice nel Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed un’unica Autorità nazionale di Pubblica sicurezza rappresentata dal Ministro dell’Interno.

L’Organismo permanente di monitoraggio è stato fortemente voluto dal Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e dal Capo della Polizia Franco Gabrielli.

 

RISCHIO DI INFILTRAZIONE E USURA

Il Prefetto Rizzi ha ricordato ai colleghi delle polizie europee come l’enorme disponibilità di denaro da parte delle mafie (della ‘ndrangheta in particolare) possa riversarsi sui mercati, inquinando l’economia legale.

Rizzi ha dichiarato: “Oggi è più probabile che un mafioso si presenti come un manager rampante, piuttosto che con le sembianze dell’uomo lombrosiano”. Da anni, la criminalità mafiosa italiana ha abbandonato modalità basate unicamente sulla forza dell’intimidazione e sulla violenza. Agisce in maniera più sottile e insidiosa.

Ha voluto ricordare ciò che avvenne nel 1989, in occasione della caduta del muro di Berlino: durante una conversazione intercettata tra due mafiosi. Alla domanda su come comportarsi all’indomani del crollo, la risposta fu “Compra tutto: ristoranti, discoteche, hotel“.

L’altro rischio concreto è il fenomeno usura, reso ancora più insidioso dai cosiddetti crediti deteriorati. Offrono enormi margini di guadagno essendo proposti sul mercato a 17 centesimi per euro. Mediante fondi esteri o società di gestione, permettono di subentrare nella posizione creditoria delle banche quando dismettono tali crediti deteriorati. Con queste operazioni è possibile rilevare il credito ma anche la proprietà, acquisendo interi asset economici e finanziari.

L’indebolimento economico di famiglie e imprese può tradursi anche in episodi di acquisizione diretta o indiretta di aziende in difficoltà da parte delle organizzazioni criminali.

Le mafie finiscono per operare attraverso Paesi con misure antiriciclaggio più vulnerabili. Ecco perché è importante il confronto tra forze di polizia europee e la condivisione di informazioni.

Europol condivide in pieno il pensiero del Prefetto Rizzi, tanto che ha appena annunciato la creazione di un nuovo centro europeo sul crimine economico e finanziario che si avvale di 65 esperti e analisti.

 

CRIMINALITÀ IN TEMPI DI PANDEMIA: LO STUDIO DI EUROPOL

In tempi di lockdown, anche la criminalità organizzata ha dovuto adeguarsi alle misure di confinamento forzato, alla difficoltà di effettuare spostamenti a livello nazionale ed internazionale.

Le misure adottate, di volta in volta, dai Governi potrebbero, paradossalmente, offrire nuove opportunità ai criminali per generare e riciclare proventi illeciti.

Truffe, raccolta fondi illecite, cybercrime, attacchi ransomware, commercio di dispositivi medici, usura, gioco d’azzardo online, rivendita di metalli preziosi, pietre e titoli sono tutte attività che la criminalità ha intensificato in tempi di Covid-19.

Nel report intitolato “Beyond the pandemic how COVID-19 will shape the serious and organized crime landscape in  the EU” del 30 aprile 2020, Europol riferendosi agli effetti dell’attuale crisi sull’attività della criminalità organizzata, ha distinto tre fasi:

– la fase attuale;

– quella a medio termine;

– l’impatto a lungo termine.

 

CRIMINALITÀ IN TEMPI DI PANDEMIA: LE TRE FASI PREVISTE DA EUROPOL

Nella prima fase della pandemia, la criminalità ha sfruttato le circostanze della crisi puntando su:

– crimini informatici (attacchi, anche su larga scala, di phishing, malware e ransomware soprattutto ai centri di assistenza sanitaria);

– contraffazione di merce;

– vari tipi di frode (vendite di falsi kit per test o trattamenti anti COVID-19);

– distribuzione online di materiale riguardante l’abuso su minori maggiormente esposti al rischio di adescamento via web durante la pandemia.

Nella seconda fase, a seguito dell’allentamento delle misure di blocco e delle restrizioni, la criminalità potrebbe riprendere le attività precedenti proseguendo con attività di:

– cybercrime (diffusione di malware e ransomware, stavolta ai danni di imprese  e attività economiche in ripresa);

– sfruttamento sessuale online dei minori;

– offerta di prodotti farmaceutici e presidi sanitari contraffatti;

– traffico di stupefacenti;

– riciclaggio di profitti illeciti in settori in difficoltà come quello immobiliare.

Nella terza fase (impatto a lungo termine), la criminalità organizzata potrebbe puntare su:

– strumenti non cash (tra cui criptovalute);

– proseguimento dei crimini informatici con nuovi tipi di attacco;

– sfruttamento dell’immigrazione clandestina (prostituzione, accattonaggio e furto, settore agricolo e tessile) a cui aggiungere settori come turismo, edilizia, ristorazione, assistenza infermieristica e servizi domestici per utilizzare le vittime della tratta di esseri umani;

– commercializzazione di beni contraffatti e scadenti, frode in commercio;

– riciclaggio attraverso investimenti in opere d’arte.

 

FINANZIAMENTI A SOSTEGNO DELLA LIQUIDITÀ DELLE IMPRESE: ATTENZIONE ALLA CRIMINALITÀ FINANZIARIA

La criminalità organizzata potrebbe mettere in atto fenomeni corruttivi, soprattutto riguardo ad affidamenti di fondi pubblici per forniture e servizi necessari all’attività di assistenza e ricerca. Bisogna valutare anche il rischio di possibili manovre speculative a carattere nazionale e internazionale.

Il rischio peggiore da considerare è riferito a tentativi di sviamento e appropriazione dei finanziamenti e degli interventi pubblici a sostegno della liquidità delle imprese mediante alterazione o falsificazione della documentazione necessaria. Le violazioni in parola potrebbero essere agevolate anche da condotte collusive.

Sulla base delle misure di sostegno economico per l’emergenza Covid-19 previste dal Governo italiano, il 10 aprile 2020 la Banca d’Italia ha diffuso un comunicato contenente “Raccomandazioni in materia di antiriciclaggio e prevenzione del crimine finanziario”.

Ha evidenziato che i finanziamenti previsti nel Decreto Cura Italia e nel Decreto Liquidità sono finalizzati a fornire alle imprese prestiti garantiti dallo Stato per i costi di funzionamento e di ristrutturazione produttiva e industriale. Le banche dovranno considerare tali circostanze in fase di adeguate verifiche (avvio del rapporto di finanziamento e monitoraggio).

Il rischio è che le organizzazioni criminali potrebbero abusare delle disposizioni acquisendo denaro in maniera illecita. A tale scopo, è necessaria, ad esempio, un’autocertificazione contenente le caratteristiche tecniche di dispositivi di sicurezza o mascherine da commercializzare e la dichiarazione della loro conformità ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente.

Non sono pochi i casi emersi tramite indagini della Guardia di Finanza di frode in commercio e contraffazione.

Lo stesso monitoraggio vale per le operazioni di sanificazione negli ambienti di lavoro. Le mafie potrebbero infiltrarsi anche in questo caso compiendo reati di estorsione, illecita concorrenza, riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti.

Francesco Ciamo CEO di Più Sicurezza

Francesco CIANO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Menu