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Decreto Sicurezza 2018: immigrazione, sicurezza, lotta a terrorismo e mafie

Tralasciando polemiche ed accuse da parte di chi lo considera razzista, fascista o incostituzionale, analizziamo i vari punti previsti dal Decreto Sicurezza 2018 presentato da Salvini il 24 settembre ed approvato all’unanimità dal Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell’Interno Matteo Salvini e del Presidente Giuseppe Conte.

Si compone di 44 articoli, è stato appena firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella con una modifica in un punto: l’allontanamento dello straniero dopo una condanna di primo grado. In base a questa modifica, si prevede invece un riesame della situazione degli stranieri che compiono reati da parte della commissione territoriale.

Il decreto contiene disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale, immigrazione, sicurezza pubblica, misure specifiche di prevenzione e contrasto al terrorismo ed alla criminalità mafiosa, modifiche al codice delle leggi antimafia, amministrazione e gestione dei beni sequestrati e confiscati alle mafie. Prevede stop alla protezione umanitaria, revoca della cittadinanza, l’adozione dei taser, maggiori fondi alle forze dell’ordine ed altro ancora.

Ci concentriamo, in particolare, sul piano del governo in merito al contrasto dell’immigrazione illegale ed al rafforzamento della sicurezza pubblica.

 

Immigrazione e protezione internazionale in 4 punti

Subito dopo l’approvazione del Decreto Sicurezza 2018, Matteo Salvini ha commentato: “Un passo in avanti per rendere l’Italia più sicura, combattere con più forza mafiosi e scafisti, ridurre i costi di un’immigrazione esagerata, espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, togliere la cittadinanza ai terroristi e dare più poteri alle Forze dell’Ordine”.

Il testo punta molto sul tema immigrazione come si può facilmente intuire dalla sua dichiarazione.

Sono quattro, in dettaglio, le misure previste dal decreto legge:

  • Contrasto più efficace all’immigrazione illegale per assicurare l’effettiva esecuzione dei provvedimenti di espulsione;
  • Disciplina di casi speciali di permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari e definizione di nuove misure in termini di revoca dello status di protezione internazionale a seguito dell’accertamento di reati gravi compiuti;
  • Evitare il ricorso alla domanda di protezione internazionale pianificandolo per i titolari di protezione internazionale ed i minori stranieri non accompagnati;
  • Revoca della cittadinanza acquisita da stranieri condannati in via definitiva per reati di terrorismo.

Abolizione della protezione umanitaria, revoca del diritto di asilo e della cittadinanza

In sostanza, il decreto prevede l’abolizione della protezione umanitaria  da sostituire con un permesso di soggiorno della durata di un anno per motivi medici, civili o per calamità naturali nel paese di origine. I profughi che oggi hanno un permesso di soggiorno per protezione umanitaria valida per due anni lo perderanno se tornano nel loro paese di origine.

Continuerà ad esistere e resterà inalterato il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), valido per tutti i permessi umanitari in corso e tutti gli altri rifugiati (inclusi i minori non accompagnati).

Il testo originario proponeva la sospensione della domanda di asilo politico con espulsione immediata in caso di compimento di diversi reati (tra cui violenza sessuale, aggressione, oltraggio a pubblico ufficiale) dopo la sentenza di primo grado. In base alla modifica apportata prima della firma di Sergio Mattarella, riguardo all’allontanamento dello straniero è previsto un riesame da parte della commissione territoriale.

Consideriamo che, con la legge vigente, se uno straniero che gode di diritto d’asilo compie un determinato reato (aggressione, furto, molestie) è intoccabile: nessuno può fare nulla per revocare la domanda di asilo politico in quanto ‘sacra’.

La permanenza nei centri per il rimpatrio raddoppia da 3 a 6 mesi.

La revoca della cittadinanza per stranieri considerati una minaccia per la sicurezza nazionale è, probabilmente, il punto che scatena maggior dibattito. La cittadinanza, uno dei diritti inviolabili della nostra Costituzione, non si può revocare.

Gli stranieri fermati dopo aver eluso o tentato di eludere i controlli in frontiera verranno trattenuti per i dovuti accertamenti dell’identità e della cittadinanza. I ‘veri’ profughi vengono tutelati dal Decreto Sicurezza 2018.

Sicurezza pubblica

Al pari della questione sull’immigrazione illegale, il decreto punta molto sulla sicurezza pubblica, in particolare sulla “prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa, modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”.

Sono previste 10 mila assunzioni di Forze dell’ordine (uomini e donne) per garantire più sicurezza in Italia e lo stanziamento, nell’anno in corso, di 16 milioni diretti a Polizia di Stato e Vigili del Fuoco: questa cifra dovrebbe raggiungere, negli anni successivi al 2019, i 50 milioni di euro.

La sperimentazione dei taser (armi ad impulso elettrico) verrà estesa alla polizia municipale in quei Comuni che contano oltre 100.000 abitanti.

Verranno rafforzati i dispositivi a garanzia della sicurezza pubblica e verrà migliorato il circuito informativo tra le forze di Polizia e l’Autorità giudiziaria. Il personale della Polizia locale potrà accedere alla banca dati interforze delle forze di Polizia.

Per particolari reati (stalking, maltrattamenti), si prevede un’estensione dei controlli attraverso dispositivi elettronici.

Il divieto di accesso urbano (DASPO sportivo introdotto nel 2017 dal ministro Marco Minniti) verrà esteso per contrastare il terrorismo (per la cui prevenzione è stata inserita la norma che introduce la comunicazione alla Questura di chi noleggia un furgone).

Sarà condannato a pene più aspre chi occupa abusivamente terreni o edifici.

La Magistratura verrà autorizzata a sfruttare intercettazioni telefoniche in fase di indagine.

Amministrazione e gestione dei beni sequestrati e confiscati alle mafie

L’articolo 38 del Decreto Sicurezza 2018 è dedicato all’inasprimento della lotta alle mafie attraverso un miglioramento e potenziamento degli organici dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC).

Verranno aperte 4 sedi territoriali periferiche dell’agenzia con nuove assunzioni. I beni appartenuti al clan potranno essere messi sul mercato e venduti a privati.

Seppure il decreto legge non lo accenni, Salvini ha sottolineato che è intenzione del governo chiudere tutti i campi Rom in Italia entro la fine della legislatura.

Come sempre, parla chiaro: “Questo non è un decreto blindato. In Parlamento potranno esserci importanti modifiche.

Decreto Sicurezza: la firma di Sergio Mattarella

Ricordiamoci la data 4 ottobre 2018. In questa data, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il Decreto Sicurezza inviando, allo stesso tempo, al premier Giuseppe Conte una lettera in cui ricorda e sottolinea gli “obblighi costituzionali e internazionali dello Stato” citando, in particolare, l’art. 10 della Costituzione e gli impegni internazionali assunti dal nostro Paese.

L’articolo 10 della Costituzione regolamenta il diritto d’asilo e prevede che lo straniero a cui sia impedito nel suo Paese l’esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana ha diritto d’asilo nel nostro Paese in base alle condizioni stabilite per legge: l’estradizione dello straniero per reati politici non è ammessa.

A distanza di una settimana dalla firma di Mattarella, il decreto legge inizierà il suo iter in Parlamento.

 

Francesco Ciano

 

2 Commenti.

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