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DOSSIER VIMINALE SULLA SICUREZZA IN ITALIA 2019: I DATI DEL REPORT

 

Delitti, criminalità organizzata, immigrazione, terrorismo, ordine pubblico, incidenti stradali. Le 45 pagine del Dossier Viminale sulla Sicurezza in Italia 2019 fotografano la situazione analizzando i dati relativi al periodo compreso tra l’1 agosto 2018 e il 31 luglio 2019.

A grandi linee, il nostro sembra un Paese più sicuro: calano gli omicidi, le rapine e i furti (quelli denunciati, ovviamente). L’80% degli omicidi riguarda la sfera affettiva o familiare, si riducono gli incidenti stradali ma aumentano i morti. Calano bruscamente gli sbarchi di migranti ma, allo stesso tempo, diminuiscono i rimpatri forzati nonostante la volontà di Matteo Salvini di rimandare a casa 600 mila immigrati regolari.

Analizziamo il Report e svisceriamolo per avere un’idea più approfondita della situazione in Italia.

 

DOSSIER VIMINALE SULLA SICUREZZA IN ITALIA 2019: DELITTI

Tra agosto 2018 e luglio 2019 risultano in calo i furti (-11,2%), le rapine (-16,2%) e le truffe (-2,1%). Riguardo alle truffe, fanno eccezione quelle che vedono come vittime gli anziani over 65 che, invece, sono aumentate dell’1,2%.

Sono stati commessi 307 omicidi volontari, ovvero il 14% in meno rispetto ai 357 dell’anno precedente: di questi, 25 sono da attribuire alla criminalità organizzata (-19,4%) e 145 alla sfera familiare/affettiva (-4%).

Il femminicidio e lo stalking continuano a mietere vittime. Le donne restano le principali vittime. Il 63,4% delle donne uccise riguarda vittime di omicidi compiuti in ambito familiare/affettivo.

Sono state presentate 12.733 denunce per stalking (da donne in 3 casi su 4), il 13% di denunce in meno rispetto allo scorso anno (14.633). Se, da una parte, sono aumentati gli ammonimenti del Questore (+32,5%, 2.411) di cui 1.172 per violenza domestica (76%), dall’altra, sono calati dell’1,2% gli allontanamenti (passando da 338 a 334).

CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Ecco i risultati relativi al periodo agosto 2018/luglio 2019 in merito alla lotta contro la criminalità organizzata:

  • 51 latitanti di rilievo arrestati, di cui uno ritenuto di massima pericolosità (-5.6% rispetto ai 54 del periodo precedente);
  • 155 operazioni svolte dalla Polizia giudiziaria per il contrasto alla criminalità organizzata;
  • 802 sequestri eseguiti per un valore complessivo di beni pari a 3,8 milioni di euro;
  • 644 confische per un valore complessivo di 3,7 milioni di euro;
  • 37 in tutto (tra scioglimenti e proroghe) gli enti locali posti sotto gestione commissariale per infiltrazioni della criminalità organizzata e 30 accessi ispettivi antimafia nei Comuni con un incremento del 15,4% rispetto all’anno scorso.

L’Anbsc (Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) riporta che, al 31 luglio 2019, sono 16.738 i beni restituiti alla collettività, di cui 15.768 immobili e 970 aziende. I beni in gestione sono 20,309 (17.288 immobili e 3.021 aziende).

Sono stati, inoltre, presentati i dati riguardanti il Pon Legalità 2014-2020: la dotazione complessiva è di 610,3 milioni con 187 progetti finanziati per 355,1 milioni.

DOSSIER VIMINALE SULLA SICUREZZA IN ITALIA 2019: I DATI SULL’IMMIGRAZIONE

La prima cifra che balza agli occhi leggendo il Dossier Viminale sulla sicurezza in Italia 2019 è l’enorme calo dei costi relativi al sistema di accoglienza, dove attualmente sono ospitati 105.142 migranti. Il dato si riduce drasticamente del 34% (da 2,2 miliardi a 501 milioni).

Gli sbarchi sono calati del 79,6% (8.691 contro i 42.700 dello scorso anno), i cadaveri recuperati in mare diminuiscono del 95.2% (da 83 a 4), i presunti dispersi in mare si riducono del 55,3% (da 1.694 a 757).

Il 53% di tutti gli arrivi proviene da Tunisia, Pakistan e Iraq: il 36,8% dalla Tunisia (paese di partenza principale), il 22,3% dalla Libia, il 21% dalla Turchia. A seguire Algeria (9%), Eritrea (6%), Costa d’Avorio (5%), Bangladesh (3%), Iran (3%), Sudan (2%) e Marocco (2%).

I rimpatri si riducono dello 0,7% (da 6.909 a 6.962) ed hanno coinvolto soltanto il 39% degli stranieri respinti (perlopiù albanesi e tunisini): quelli volontari assistiti sono più che dimezzati (-53,8% passando da 1.201 a 555).

Aumentano del 6,7% (da 16.425 a 17.531) gli allontanamenti dal territorio nazionale. Sono più che dimezzate le richieste d’asilo (-56%), il 70% delle domande esaminate sono state bocciate (contro il 49% dell’anno precedente). Le domande per motivi umanitari passano dal 29% del totale al 6%, quelle per la protezione sussidiaria dal 7 al 6% mentre le domande per lo status di rifugiato passano dall’8 al 10%.

Sono stati arrestati 94 scafisti (il 55% in meno rispetto ai 209 dell’anno precedente).

Il numero di stranieri regolarmente presenti in Italia è rimasto pressoché invariato: sono 4.191.716 (contro i 4.116.721 del periodo precedente con un lieve aumento dell’1,8%), di cui 370.829 minori.

La questione dei rimpatri è delicata e più complicata di quello che si possa pensare.

Come ha ricordato Milena Gabanelli nel suo DataRoom sul Corriere della Sera, per rimpatriare un immigrato occorre che il Paese d’origine lo riconosca come suo cittadino. Se l’ambasciata del Paese di origine non emette il documento di viaggio per il rientro, non si può rimpatriare nessuno in quanto non è permesso lo sbarco.

Servono accordi con gli Stati che devono riprendersi gli irregolari. E’ necessario concludere nuovi accordi di cooperazione internazionale con gli Stati di provenienza dei migranti.

 

ORDINE PUBBLICO, SICUREZZA URBANA E INCIDENTI STRADALI

Calano gli episodi di disordini (-26,2%, da 389 a 287), il numero di manifestazioni in piazza (-10,3% ovvero da 11.824 a 10.609). Si registra una diminuzione anche delle manifestazioni sportive con feriti (-15,1%, da 106 a 90) o con disordini (-29,4%, da 17 a 12).

Nonostante questo calo, è aumentato il numero di feriti tra le Forze dell’Ordine (da 184 a 210).

I Daspo sono aumentati del 3,3% (da 6.584 a 6.803) relativi quasi completamente al calcio.

L’incremento dei presidi su treni e stazioni ha portato al controllo di circa 140 mila persone, di cui 58 arrestate e 369 denunciate.

Per la sicurezza urbana in 14 città metropolitane, sono stati stanziati 38 milioni (fondi 2018-2020), mentre per la videosorveglianza in 646 Comuni sono stati messi a disposizione 67 milioni.

Nell’ambito del progetto “Periferie Sicure”, sono state arrestate 231 persone e denunciate 856; sono 4.394 gli esercizi pubblici controllati

Per il progetto “Scuole sicure” sono stati investiti 2.5 milioni in 15 città mentre per il prossimo anno scolastico che coinvolgerà 100 città sono stati messi a disposizione 4,2 milioni.

Spiagge sicure” ha portato al sequestro di 341 mila prodotti (valore 2,7 milioni): per il progetto sono stati stanziati complessivamente (negli ultimi 2 anni) 6,6 milioni.

Il numero di incidenti stradali nel nostro paese diminuisce (-2,8%, da 75.541 a 73.408) ma aumentano del 2,1% quelli con esito mortale e cresce il numero delle vittime su strade e autostrade (+6%, da 1.630 a 1.727).

 

DOSSIER VIMINALE SULLA SICUREZZA IN ITALIA 2019: DATI SUL TERRORISMO

Facendo un confronto con i dati dello scorso anno, il numero di soggetti espulsi in quanto ritenuti pericolosi resta invariato: 109 contro i 108 dell’anno precedente.

Il numero di soggetti controllati costantemente è salito del 4,4% (da 135 a 141 foreign fighters, di cui 29 già rientrati in Europa): sono state controllate 560.763 persone, 199.198 veicoli e 322 motonavi.

E’ aumentato del 36,4% il numero di estremisti di area anarchica arrestati (da 11 ai 15 degli ultimi 12 mesi).

CALO DI FURTI NELLE ABITAZIONI MA L’ALLERTA RESTA ALTA

I dati statistici relativi a furti e rapine si riferiscono ad episodi denunciati. Se tutti denunciassero, probabilmente da questi dati emergerebbero numeri molto diversi, una realtà decisamente più allarmante.

Lo dimostra il fatto che, nonostante la diminuzione di furti rilevata dalle statistiche, la percezione di ‘insicurezza’ e l’allerta resta alta. Almeno il 60% degli italiani ha paura di subire un furto in casa.

Dal rapporto Uecoop (Unione Europea delle Cooperative) elaborato su dati Istat emerge che, in Italia, si verificano mediamente 500 furti ogni giorno. Anche in questo caso, si tratta di furti regolarmente denunciati.

Solo 3 denunce su 100 vanno a buon fine. L’area più colpita è il Nord (15,2 famiglie vittime di furti ogni 1.000), mentre il Sud ne conta 9,4.

Gran parte delle famiglie italiane sceglie sistemi di sicurezza privata per proteggersi dai ladri, prevenire furti, tutelarsi. Come si tutelano?

In base ai dati Censis:

  • il 66,5% delle famiglie ha installato una porta blindata in casa;
  • il 42% un sistema d’allarme;
  • il 33,5% inferriate a porte e/o finestre;
  • il 31% infissi e vetri anti-intrusione e telecamere di videosorveglianza.

In cima alla classifica degli installatori di allarmi risulta la Lombardia (1.275), cui segue il Piemonte (544) e il Lazio (536).

Il sistema antintrusione e antifurto Nebbiogeno non rientra ancora nelle statistiche nazionali? Molto grave, visto che stiamo parlando del sistema più efficace contro i furti (funziona nel 98% dei casi facendo scappare i ladri),

 

Mi appello al buon senso degli italiani, una volta di più.

Denunciate sempre un furto, una rapina, un’aggressione

per far valere i vostri diritti e non solo per questo.

Per dar modo ai dati statistici di fotografare la realtà in modo preciso e fedele

e pretendere dal governo più sicurezza attivandosi di conseguenza.

Francesco Ciamo CEO di Più Sicurezza

Francesco Ciano

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