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KEYCRIME: IL PIÙ AVANZATO ALGORITMO DELLA POLIZIA PREDITTIVA È ITALIANO

Il software KeyCrime è stato creato 15 anni fa dall’assistente capo della questura di Milano Mario Venturi. Si tratta di un programma antirapine diventato startup della sicurezza che, ad oggi, rappresenta l’esperimento europeo di fusione tra investigazione e informatica più avanzato.

Venturi ha iniziato a lavorarci nel 2004, mentre nel 2008 è iniziata la sperimentazione vera e propria per contrastare le rapine in ambito commerciale.

Soltanto nel 2008, sono state compiute a Milano 664 rapine senza contare le banche. Attraverso l’utilizzo di KeyCrime, in quel primo anno di sperimentazione, la Polizia è riuscita a individuare i responsabili delle rapine per il 47%. Una percentuale che, oggi, è salita al 60%.

Un successo senza pari a livello internazionale.

Risultati che hanno assicurato al progetto la partnership di colossi come IBM e la validazione scientifica di istituzioni come National Bureau of Economic Research di Boston o Essex University.

Per ora, il software è usato solo a Milano.

Le novità sono due:

  • Il programma è in attesa di una nuova versione;
  • Il prossimo traguardo sarà la diffusione a livello globale.

KEYCRIME: UN PROGETTO FINANZIATO CON 1,2 MILIONI DI EURO

Soltanto ad aprile 2018, dopo aver lavorato 14 anni sulla sua invenzione, Mario Venturi ha lasciato la Polizia per fare l’imprenditore a tempo pieno.

Ha inventato e sviluppato l’algoritmo che la questura di Milano ha utilizzato per sventare un numero elevato di rapine in farmacie, negozi, banche nel capoluogo lombardo.

Questo programma ha attirato l’interesse di università inglesi e americane, grandi media internazionali, Hbo. Bloomberg, Vice finché non sono arrivati 1,2 milioni di euro di investimenti da parte della società Oltre Venture Capital, del socio investitore Sdg Group e dell’imprenditore Giorgio Gandini.

Come funziona? Qual è la mission di questo software antirapine? Quali sono stati finora i risultati del più avanzato esperimento europeo che ha cambiato il volto della Polizia Predittiva?

Innanzitutto, spieghiamo l’idea che sta alla base di KeyCrime.

SERIALITÀ CRIMINALE

Il concetto su cui si basa il programma KeyCrime è quello di serialità criminale.

Esiste una sorta di Dna per ogni rapina ed è possibile raccogliere un enorme numero di dati (ora, luogo, arma, vestiti del rapinatore, come viene commesso il reato, ecc.).

Il sistema ideato da Mario Venturi è in grado di elaborare fino a 11.000 variabili per ogni reato creando, in tal modo, delle vere e proprie serialità. Questa incredibile capacità di calcolo del programma dà un nuovo significato al termine di ‘predictive policing’, ovvero previsione di dove accadranno futuri reati.

Seppure KeyCrime sia stato usato finora solo per prevedere rapine, potrebbe funzionare perfettamente anche per furti o aggressioni sessuali.

QUAL È LA DIFFERENZA TRA ALTRI STRUMENTI SIMILI E QUESTO ALGORITMO?

Gli altri sistemi funzionano sulla base di una filosofia statistica, lavorano sullo storico e sull’incidenza delle rapine in una certa area. Tutti gli altri sistemi (inclusi quelli delle statunitensi PredPol, Palantir, HunchLab o della tedesca Precobs) non fanno altro che segnalare alla Polizia le aree ‘calde’ della città col rischio di rivelarsi poco efficaci e lasciando completamente scoperte altre zone.

Il rivoluzionario software di Mario Venturi è l’unico a mantenere un approccio analitico investigativo con una capacità di calcolo impressionante. Non si limita alla statistica, non si basa sulla divisione in ‘zone pericolose’ (hotspot). Si concentra maggiormente sull’aspetto comportamentale dell’autore dei reati da individuare, sulla serialità di gesti, comportamenti, strategie criminali.

Generalmente, i rapinatori sono abitudinari: tendono a scegliere gli stessi tipi di attività commerciali, agiscono in determinati orari e nella stessa città o quartiere.

Per prevenire crimini seriali, KeyCrime unisce tecniche investigative tradizionali a sistemi di machine learning, intelligenza artificiale in grado di imparare dall’esperienza, di auto-perfezionarsi.

Gli sviluppi nel campo dell’intelligenza artificiale aprono nuove prospettive. Il software impara da solo, è capace di adattarsi all’ambiente in cui lavora.

IL VERO BERSAGLIO È IL CRIME LINKING

Anziché concentrarsi sull’analisi degli hotspot (le zone calde), il software KeyCrime punta a individuare la ‘mano’ di chi compie le rapine, l’autore del reato e gli obiettivi a rischio, quali sono i crimini compiuti dagli stessi rapinatori allo scopo di prevedere dove, come, quando quei rapinatori metteranno a segno nuove azioni.

Il concetto è semplice: centinaia di rapine non vengono commesse da altrettanti soggetti, ma da qualche decina di rapinatori. È preferibile, quindi, concentrarsi sugli autori dei reati per ottenere risultati più efficaci.

Il programma si affida al crime linking: analizza migliaia di dati (dal dove, come, quando al comportamento, abiti, mezzi e armi usate dal rapinatore) per stabilire quali sono stati attuati dalla stessa persona o dalla stessa banda. È il collegamento del crimine al criminale che stabilisce la serialità allo scopo di prevedere dove si verificheranno le prossime azioni.

Se altri sistemi predittivi hanno rinunciato alla raccolta dei dati relativi all’etnia (per le tante polemiche riguardo alla discriminazione), KeyCrime li utilizza eccome per rendere l’analisi più completa e affidabile. La Polizia non ferma indiscriminatamente persone di una certa etnia ma solo quelle che corrispondono al profilo delineato dal software.

Grazie al crime linking è possibile imputare ad un rapinatore non soltanto il reato che ha permesso l’arresto ma l’intera serie criminosa che lo riguarda snellendo così il lavoro della Polizia. Attenzione, però: il programma non ha valenza scientifica in sede processuale. Fa parte di un processo investigativo: spetta alla Polizia il compito di decidere se e in che modo usare i dati forniti.

KeyCrime [video]

KEYCRIME: RISULTATI IN 10 ANNI

Secondo quanto riporta il sito ufficiale keycrime.com, dal 2008 al 2017, grazie al software, a Milano le rapine nei negozi sono diminuite del 58%, nelle banche dell’88,8%.

L’intero sistema coinvolge diverse figure professionali:

  • Agenti di polizia;
  • Esperti informatici;
  • Matematici;
  • Psicologi;
  • Sociologi.

KEYCRIME: GLI OBIETTIVI

La sfida nello sviluppo di questo software basato su algoritmi di intelligenza artificiale comprende diversi obiettivi:

  • Aumentare la prevenzione dei crimini;
  • Supportare in modo significativo i dipartimenti di Polizia per perseguire e contenere fenomeni di criminalità seriale;
  • Salvaguardare la sicurezza degli agenti sul territorio grazie ad una maggiore conoscenza del criminale da affrontare;
  • Incrementare i casi risolti con conseguente diminuzione dei reati;
  • Ridurre i costi per l’Autorità Giudiziaria consentendo di aprire un solo fascicolo per tutti i crimini di un profilo individuato.
  • Ampliare la gamma dei crimini seriali analizzati (non solo rapine ma anche furti in appartamento, violenze sessuali);
  • Renderlo utilizzabile a livello globale grazie ad un accordo sottoscritto con la multinazionale IBM, personalizzandolo per adattarlo a varie realtà geografiche.

KeyCrime

Francesco Ciano

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