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BRACCIALETTO SMART ANTI COVID-19 PER LA DISTANZA DI SICUREZZA SUL LAVORO

 

Rientrare al lavoro, riprendere gradualmente le attività produttive nella fase 2 di contenimento dell’epidemia (quella a rischio di una nuova impennata di contagi) indossando un braccialetto smart anti Covid-19.

C’è chi ha pensato ad un sensore indossabile in grado di far mantenere sempre ai lavoratori la distanza di sicurezza di almeno un metro tra sé e gli altri in una fabbrica o in ufficio.

Il 10 aprile scorso, il gruppo tecnologico italiano Engineering ha lanciato sul mercato Smart Proximity, un sensore wearable da inserire in un bracciale capace di interagire con altri sensori entro un metro e mezzo di distanza.

Questa tecnologia potrebbe giocare un ruolo centrale nella fase 2 dell’emergenza epidemiologica Coronavirus. E’ stata sviluppata per garantire la protezione del personale e l’efficienza produttiva.

 

COME FUNZIONA IL BRACCIALETTO SMART ANTI COVID-19

Il braccialetto sensorizzato funziona così.

Quando due utenti si avvicinano troppo, i due sensori segnalano la criticità in tempo reale. Scatta un segnale di allarme che li avvisa (un suono, una luce o una vibrazione). Li invita a mantenere le dovute distanze. Tutti i contatti vengono memorizzati per eventuali successive analisi sui server dell’azienda per un certo periodo di tempo (concordato con il medico competente).

Il sensore wearable, integrato in un bracciale o altro supporto, identifica un sistema in grado di relazionarsi con uno o più sensori nelle vicinanze. Ogni sensore interagisce con l’altro inviando e ricevendo le informazioni di prossimità. La funzionalità di alert non richiede alcuna interazione con il centro: viene attivata autonomamente dal dispositivo. Il dispositivo è capace di rilevare altri dispositivi in prossimità entro 1,5 metri con un errore di +/- 10 cm.

Le informazioni raccolte da Smart Proximity vengono inviate (utilizzando la rete WiFi o Bluetooth) ad un sistema di memorizzazione/elaborazione tramite cui è possibile analizzare tutti gli eventi registrati dai dispositivi. Se un dipendente risultasse affetto da Covid 19 si otterrebbe immediatamente la lista di tutti i suoi contatti.

Le informazioni rilevate possono essere scambiate con sistemi di monitoraggio del Sistema Sanitario Nazionale.

Insieme alle mascherine, ai guanti e simili dispositivi di protezione individuale, questo smart sensor indossabile avrà un ruolo chiave nella prevenzione e nel monitoraggio di eventuali contagi.

Grazie a questa tecnologia non sarà possibile soltanto vigilare sul rispetto delle regole. In caso di contagio sul luogo di lavoro, questi sensori consentono di risalire alla catena dei contatti per verificare subito lo stato di salute di eventuali colleghi a rischio.

Un sistema del genere è ideale per i lavoratori dell’industria, del settore edile, per gli impiegati di banca e della pubblica amministrazione. Risulta essere perfetto ovunque ci sia l’esigenza di tornare al lavoro in sicurezza.

 

BRACCIALETTO SMART ANTI COVID-19: PRIVACY E SICUREZZA

Non vengono tracciati i movimenti dell’utente. Vengono rilevate esclusivamente le distanze interpersonali tra i lavoratori.

La piattaforma non mantiene alcuna informazione sensibile degli utenti. Il sistema salva soltanto gli identificativi univoci dello smart sensor e le relazioni temporali tra loro in forma anonima senza associare i dati dell’utente. Gli identificativi univoci sono cifrati e i dati viaggiano su un canale sicuro.

L’utente dà il consenso al recupero dei dati di relazione temporale anonimi del proprio sensore ai sistemi esterni alla piattaforma.

 

ALTRE TECNOLOGIE PER MONITORARE LA FASE 2 DELL’EMERGENZA COVID-19

Oltre al braccialetto smart anti Covid-19 sviluppato da Engineering, altre organizzazioni e società stanno mettendo a punto tecnologie in grado di monitorare e gestire al meglio la fase 2.

Ad esempio, nel nostro Paese, Ferrari ha pensato ad un’applicazione. Pianificando la graduale riapertura delle sedi di Maranello e Modena, ai dipendenti degli stabilimenti viene data la (volontaria) possibilità di utilizzare un’app che, oltre a monitorare la sintomatologia, permette di tracciare i contatti avuti con eventuali soggetti positivi al Covid-19.

Il resto del mondo non sta a guardare.

Facendo un altro esempio, in California l’università di Stanford, con il supporto di Apple, ha sviluppato un’app per i lavoratori più esposti al contagio (operatori sanitari, forze dell’ordine e vigili del fuoco). Questa applicazione consente a chi ne ha bisogno (in base ad uno screening a distanza) di prenotare dal telefonino un appuntamento prioritario per sottoporsi al tampone.

 

Smart Proximity è un buon sistema di monitoraggio e di prevenzione,

nella Fase 2 della ripresa delle attività in Italia.

Ci chiediamo chi potrebbe e dovrebbe finanziarlo.

Lo Stato?

Le imprese già piegate dalla crisi innescata dal Covid-19?

 

Francesco Ciamo CEO di Più Sicurezza

Francesco CIANO

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