TELECAMERE NEI MACELLI IN SPAGNA OBBLIGATORIE: È LA PRIMA VOLTA IN EUROPA

Una legge approvata il 24 agosto scorso dal Consiglio dei ministri in forma di regio decreto rende obbligatorie le telecamere nei macelli in Spagna. Per la prima volta in Europa e la quarta volta nel mondo (dopo Inghilterra, Israele e Scozia), un Paese prevede l’obbligo di un sistema di videosorveglianza nei mattatoi per tutelare il benessere animale in tutte le fasi dell’allevamento fino alla macellazione. Una garanzia tanto per gli operatori del settore quanto per i consumatori finali.

Sembra un controsenso parlare di tutela degli animali di allevamento in strutture dove vengono uccisi, ma l’obiettivo è garantire la loro dignità negli ultimi istanti di vita. Tale disposizione intende contrastare abusi e orrori emersi a seguito di numerose inchieste condotte da Animal Equality, organizzazione spagnola che ha documentato i terribili maltrattamenti ed abusi subiti dagli animali prima di essere soppressi.

Il Paese iberico macella, ogni anno, 900 milioni di capi (di cui oltre 800 avicoli): le strutture coinvolte sono circa 700.

Cosa stabilisce di preciso la nuova legge in Spagna?

TELECAMERE NEI MACELLI IN SPAGNA: DISPOSIZIONI DEL MINISTERO DEL CONSUMO

La nuova legge emanata in Spagna interessa tutte le aziende del settore, tutti i macelli a prescindere dalle dimensioni (industriali o artigianali). Dovranno dotarsi di telecamere, di un sistema di videosorveglianza per monitorare il grado di benessere degli animali all’interno delle strutture.

Le telecamere dovranno essere installate in ogni ambiente in cui sono presenti animali vivi: aree di carico/scarico, corridoi del macello, locali dove si procede allo stordimento e dissanguamento. I controlli vengono, dunque, estesi a tutta la filiera: la videosorveglianza entra in azione in fase di trasporto e scarico, segue gli animali negli stalli fino all’abbattimento.

Le registrazioni dovranno essere salvate per almeno 30 giorni per consentire la visione dei filmati agli organi competenti che lo richiedono. Gli ispettori (medici veterinari) avranno a disposizione materiale credibile per verificare denunce e segnalazioni provenienti da qualsiasi fonte.

Secondo le disposizioni del Ministero del Consumo, le aziende dovranno nominare un responsabile delle registrazioni, delegato alla protezione dei dati. Il responsabile dovrà conservare le immagini registrate per dar modo agli ispettori di effettuare successive verifiche.

TELECAMERE NEI MACELLI IN SPAGNA: DUE ANNI AL MASSIMO PER METTERSI IN REGOLA

La legge prevede un anno di tempo dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dello Stato (Boletín Oficial del Estado) per adeguarsi al nuovo obbligo, al massimo due anni per le aziende più piccole (dove vengono macellati non più di 2.000 capi di bestiame all’anno).

In caso di mancato adeguamento entro i tempi prefissati per l’adeguamento al nuovo obbligo, le amministrazioni regionali potranno sollecitare l’azienda ad installare il sistema di videosorveglianza o a chiudere il mattatoio.

Se le registrazioni rilevassero irregolarità, alle sanzioni previste dalla normativa vigente andrebbe ad aggiungersi la revoca del certificato di benessere animale in possesso dell’azienda.

In materia di benessere animale, bisogna assolutamente rispettare i principi stabiliti dall’OIE (Organizzazione Mondiale per la Salute Animale) e normative dell’UE come la Convenzione Europea per la Protezione degli animali negli allevamenti.

OBBLIGO DI TELECAMERE NEI MACELLI PER IL BENESSERE ANIMALE E LA SICUREZZA ALIMENTARE

La normativa, come ha ribadito il ministro del Consumo spagnolo Alberto Garzon, intende ridurre al minimo la sofferenza degli animali nei mattatoi e migliorare le garanzie di sicurezza alimentare per i consumatori. Difatti, l’installazione delle telecamere costituirà una sorta di ‘sigillo di qualità’.

Alberto Garzon è stato il promotore di questa legge e non ha intenzione di fermarsi: prevede un’altra norma per la videosorveglianza in altre strutture come quelle di ricerca medica dove si compiono esperimenti sugli animali.

La tutela degli animali è un tema molto sentito in Spagna: ricordiamo che il 1° agosto il Consiglio dei Ministri ha approvato la Animal Protection Law che protegge gli animali domestici da maltrattamenti, abbandono, eutanasia (applicabile solo in caso di gravi motivi di salute).

ABUSI E ORRORI NEI MATTATOI: LE INCHIESTE DI ANIMAL EQUALITY

Nel corso degli anni, si è parlato spesso delle terribili condizioni di sfruttamento a cui vengono costretti gli animali da allevamento nei sistemi intensivi.

Equalia ha diffuso immagini registrate da telecamere nascoste nei macelli per denunciare irregolarità riguardo alle regole sia del benessere e tutela degli animali sia della sicurezza alimentare.

Alcune inchieste di un’associazione nata in Spagna nel 2006, Animal Equality, hanno documentato le terribili condizioni in cui versavano gli animali poco prima di essere soppressi: maiali mutilati prima di essere storditi, sgozzamenti di suini coscienti, stordimenti inefficaci. La mancanza di rispetto degli standard etici è una realtà che interessa il mondo intero.

A giugno del 2021, Animal Equality Italia ha denunciato attraverso una video-inchiesta contenente immagini forti e crude i terribili maltrattamenti subiti dai maiali in un mattatoio-lager di Cremona: percosse, torture, mutilazioni. Sono stati fatti soffrire crudelmente e macellati senza alcun rispetto degli standard etici e regolamentari previsti dalle normative europee.

Animal Equality Italia ha diffuso il materiale raccolto nell’inchiesta mettendo in luce maltrattamenti e brutalità subiti dagli animali coinvolti nella filiera agroalimentare e la totale mancanza di controlli adeguati in tutte le fasi di produzione. Sono state documentate realtà terribili all’interno del mattatoio di Cremona: stordimento inadeguato o inefficace, maiali (inclusi i cuccioli) mutilati prima di essere storditi, sgozzamento di animali coscienti, suini inseriti nella gabbia di stordimento in gruppo (pratica che viola le norme di benessere animale). Non solo: operatori e proprietari che prendono a calci o a bastonate gli animali e che talvolta li uccidono con le percosse.

Succede anche di peggio, qualcosa che può compromettere anche la sicurezza alimentare. Animali morti vengono abbandonati insieme ad animali ancora vivi, altri agonizzanti vengono lasciati morire nei recinti esterni. Molti di loro muoiono prima di arrivare alla fase di macellazione a causa di condizioni di trasporto inadeguate o malattie pregresse. Altri ancora presentano problemi di salute gravi (infezioni, cisti, ernie, zoppie dovute ad infortuni, malformazioni).

Animal Equality dal 2017 promuove una petizione per chiedere maggiori controlli e l’utilizzo di sistemi di sorveglianza (che la Spagna ha appena reso obbligatori): si appella al ministero della Salute e dell’Agricoltura affinché cessino queste crudeltà negli allevamenti e nei macelli.

Il caso di Cremona, purtroppo, è l’ennesimo di tutta una serie di orrori che si nascondono negli allevamenti e mattatoi italiani: le tante inchieste portate avanti con telecamere nascoste da associazioni animaliste testimoniano la totale mancanza di rispetto del benessere animale e le pessime condizioni igienico-sanitarie di certi stabilimenti.

REPORT EFSA 2020 SUL BENESSERE DEI BOVINI DURANTE LA MACELLAZIONE

Nel 2020, l’Efsa (Autorità per la sicurezza alimentare) ha pubblicato un report sul benessere dei bovini durante la macellazione in cui documenta l’orrore della macellazione senza stordimento ed altre sofferenze atroci subite dagli animali da allevamento: fame, sete, stress, angoscia.

La normativa europea vigente stabilisce che tutti gli animali debbano essere storditi prima di essere uccisi: si possono usare tre tecniche a scelta, ovvero l’elettricità, il gas o una pistola a proiettile captivo stordente. L’eccezione riguarda la macellazione religiosa che prevede il taglio della gola e il dissanguamento, che provocano agli animali grandi sofferenze.

Nel Report Efsa, i processi di macellazione valutati in termini di benessere sono stati raggruppati in 3 principali fasi:

  • Pre-stordimento (incluso arrivo, scarico dal camion, stabulazione, movimentazione e spostamento del bestiame);
  • Stordimento (incluso il contenimento);
  • Sanguinamento.

I metodi possono essere meccanici ed elettrici.

Nel documento sono state individuate 12 conseguenze sul benessere cui gli animali possono essere esposti in fase di macellazione:

  • Stress da caldo;
  • Stress da freddo;
  • Fame prolungata;
  • Sete prolungata;
  • Affaticamento;
  • Limitazione dei movimenti;
  • Movimento impedito;
  • Problemi di riposo (disagio o incapacità di riposare);
  • Dolore;
  • Stress sociale;
  • Paura;
  • Angoscia.

Sono stati identificati anche 40 tipi di rischi per il benessere animale durante la macellazione, legati in gran parte a stordimento e sanguinamento. Tutti (ovvero 39 su 40) rappresentano la conseguenza di stanchezza o preparazione inadeguata del personale addetto.

CIWF (Compassion in World Farming) ed altre organizzazioni appartenenti a Eurogroup for Animals da diverso tempo chiedono che l’UE vieti la macellazione senza stordimento.

Un sondaggio realizzato in 24 Paesi dell’UE per conto dell’Eurogroup for Animals con il supporto di Animal Equality ha rivelato che i cittadini europei sono contrari alla macellazione senza stordimento e non abbiamo dubbi su questo. Rendere incoscienti gli animali prima di essere macellati dovrebbe essere obbligatorio ovunque, anche nel caso della macellazione religiosa.

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