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VIDEOSORVEGLIANZA NELLE PALESTRE E TUTELA DELLA PRIVACY, REGOLE GDPR

Per tutelare il patrimonio aziendale, garantire la sicurezza sul lavoro e la sicurezza dei propri iscritti, palestre ed impianti sportivi utilizzano da sempre la videosorveglianza. La videosorveglianza nelle palestre è un sacrosanto diritto ed è altamente raccomandata ma bisogna fare attenzione a rispettare tutte le norme previste dal GDPR.

L’installazione di sistemi di videosorveglianza negli impianti sportivi e nelle palestre diventa ancora più necessaria per prevenire furti e rapine e individuarne eventuali autori quando la struttura consente ai clienti l’accesso continuato a qualsiasi ora del giorno e della notte. Le palestre attive no-stop consentono agli utenti di accedere sempre alla struttura attraverso l’uso di chiavi magnetiche, per questo è necessario videosorvegliare costantemente ingressi e locali interni.

I titolari delle strutture sportive sono tenuti a tutelare i dati personali di clienti e dipendenti. Riprendere spazi e ambienti con la presenza di persone richiede un trattamento di dati personali. Questo trattamento deve pienamente rispettare le regole stabilite dal GDPR.

Quali sono le particolari regole da seguire in caso di gestione di palestre e impianti sportivi?

E’ possibile installare telecamere negli spogliatoi?

Quando i dipendenti lavorano a stretto contatto con i clienti e vengono ripresi dalle telecamere quali sono gli accorgimenti da considerare per rispettare la normativa?

VIDEOSORVEGLIANZA NELLE PALESTRE E PRIVACY: NORMATIVA

Tra i dati personali da trattare rispettando le regole del GDPR (Regolamento UE n. 679/2016), rientrano le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. L’immagine di un soggetto è un dato personale nel senso che si tratta di un’informazione che permette di identificare una persona fisica.

Nell’ordinamento italiano, oltre al GDPR, bisogna rispettare anche la disciplina interna adottata dal D. Lgs. 101/2018.

Il circuito di telecamere che riprende le persone implementa un trattamento di dati personali da gestire nel totale rispetto delle due suddette normative.

Secondo il principio di accountability (responsabilità da parte degli amministratori) previsto dal GDPR, il titolare della struttura sportiva può definire le condizioni di liceità. Ha una certa autonomia ma, per non incorrere in pesanti sanzioni, deve tenere assolutamente conto di tre principi fondamentali: trasparenza, adeguatezza e tutela dei dati personali.

VIDEOSORVEGLIANZA PALESTRE: LE REGOLE GDPR DA RISPETTARE A TUTELA DELLA PRIVACY

I titolari e gestori di palestre ed impianti sportivi installano telecamere all’interno della struttura allo scopo di prevenire furti e rapine e di tutelare il patrimonio aziendale.

Installare un impianto di videosorveglianza in una palestra è lecito a patto che si presti molta attenzione alla tutela della privacy.

Le regole da seguire sono principalmente quattro:

– posizionare i cartelli che indicano la presenza di telecamere di videosorveglianza;

– conservare le registrazioni rispettando una certa durata;

– mettere a disposizione degli utenti un’informativa privacy il più possibile dettagliata;

– nominare un responsabile della videosorveglianza.

SEGNALETICA

Quando si decide di installare un impianto di videosorveglianza, per rispettare le regole privacy innanzitutto bisogna considerare un aspetto importante: la segnaletica.

A prescindere se il sistema di telecamere permetta soltanto la visione delle immagini o anche la loro registrazione, è necessario conoscere le regole su come posizionare i cartelli che indicano la presenza di telecamere, quanti cartelli apporre e come vanno compilati. Una compilazione incompleta o un’omissione è punita con una multa severa.

Il GDPR stabilisce che coloro che accedono ad un’area videosorvegliata devono esserne a conoscenza prima di entrare. I cartelli devono essere posizionati sia nell’area di ingresso sia per ciascun ambiente sorvegliato della struttura.

DURATA DI CONSERVAZIONE DELLE IMMAGINI

Di regola, la durata di conservazione delle immagini non deve superare le 48 ore. I sistemi di videosorveglianza più avanzati cancellano automaticamente le immagini una volta trascorse le ore stabilite.

La palestra che intende conservare le registrazioni per un tempo più lungo rispetto alle 48 ore dovrà chiedere specifici permessi. La durata di conservazione delle immagini può essere prolungata anche in caso di richieste da parte dell’autorità pubblica.

Oltre all’informativa breve inserita nei cartelli, il titolare dovrà aggiungere un’ulteriore e più dettagliata informativa.

INFORMATIVA PRIVACY DETTAGLIATA

La terza importante regola dettata dal GDPR è mettere a disposizione degli utenti una dettagliata informativa privacy.

Tale informativa deve illustrare:

– finalità:

– base giuridica e modalità del trattamento;

– utilizzo delle telecamere;

– diritti degli interessati;

– soggetti cui saranno comunicati i dati personali.

NOMINA DI UN RESPONSABILE DELLA VIDEOSORVEGLIANZA

Altrettanto fondamentale per tutelare la privacy ad un livello più elevato è nominare un responsabile per la videosorveglianza della palestra.

Quali sono le funzioni del responsabile della sorveglianza? Deve, innanzitutto, avere una specifica formazione riguardo alla normativa ed alle regole del GDPR. Il suo compito è anche quello di aggiornare il registro dei trattamenti dei dati personali.

Nessuno, al di fuori dei soggetti nominati ed autorizzati per iscritto, può accedere alle immagini acquisite dalle telecamere di videosorveglianza. I monitor devono essere necessariamente collocati in luoghi chiusi e inaccessibili.

Si tratta di regole molto importanti da seguire alla perfezione perché, in caso di controlli, l’azienda dovrà dimostrare di aver implementato e gestito il sistema di sicurezza al meglio in termini di tutela della privacy a protezione dei contenuti di dati sensibili e immagini.

VIDEOSORVEGLIANZA PALESTRE: SI POSSONO INSTALLARE TELECAMERE NEGLI SPOGLIATOI?

Gli spogliatoi delle palestre rappresentano l’area più a rischio furti.

Spesso, sono gli stessi iscritti che richiedono la videosorveglianza per evitare furti negli armadietti. Tale richiesta però non può essere soddisfatta. Per la particolare riservatezza dell’area, è assolutamente vietato installare telecamere negli spogliatoi: purtroppo, i ladri lo sanno e ne approfittano.

L’unica alternativa è collocare gli armadietti in un’area diversa dagli spogliatoi, in uno spazio antistante che può essere videosorvegliato per custodire gli oggetti personali più preziosi (portafogli, cellulari, orologi). In questo spazio alternativo, le telecamere devono limitarsi ad inquadrare soltanto l’area consentita dal Regolamento.

PALESTRE: LA VIDEOSORVEGLIANZA PUÒ RIPRENDERE I DIPENDENTI?

E’ ammessa la videosorveglianza nelle palestre per riprendere i dipendenti?

I dipendenti di una palestra svolgono il proprio lavoro a stretto contatto con i clienti. Pensiamo al personal trainer che segue passo, passo l’iscritto durante l’allenamento.

Quando il circuito di telecamere riprende anche i dipendenti, bisogna rispettare specifiche regole dettate dalla Legge n. 300/1970. L’art. 4 di questa legge stabilisce che non è permesso utilizzare impianti audiovisivi per il monitoraggio a distanza del dipendente mentre svolge il suo lavoro. Chi trasgredisce a questo divieto commette un vero e proprio reato.

Per essere in regola, prima di installare telecamere che possono riprendere anche i lavoratori dipendenti, bisogna firmare un accordo sindacale con le RSA/RSU ed ottenere l’autorizzazione da parte dell’Ispettorato del Lavoro.

Perché è importante sottoscrivere l’accordo sindacale o attendere l’autorizzazione amministrativa? Il motivo è facilmente intuibile: è una questione di finalità legate alla videosorveglianza. L’installazione dell’impianto di sicurezza non deve avere come obiettivo quello di controllare a distanza i dipendenti. Deve, invece, perseguire altre finalità lecite ovvero:

– sicurezza sul lavoro;

– necessità organizzative, tecniche e produttive dell’azienda;

– tutela del patrimonio aziendale.

Per aderire alle norme dettate dal GDPR, la videosorveglianza (nelle palestre come in qualsiasi altro luogo di lavoro) deve avere come obiettivo la tutela della sicurezza.

Il controllo da remoto dai propri dispositivi di telefonia mobile con la videosorveglianza è assolutamente vietato.

In linea generale, per concludere, i titolari delle palestre aperte no-stop (24 ore su 24, 7 giorni su 7) senza personale notturno, devono installare un impianto di videosorveglianza adeguato, in linea con le regole previste dal GDPR e dall’ordinamento vigente.

Francesco Ciano

Francesco Ciano

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