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REPORT CRIMINALITÀ 2021 DELLA POLIZIA DI STATO: I NUOVI DATI DEL VIMINALE

Il 29 dicembre 2021 sono stati presentati i dati del Report Criminalità 2021 in diretta web sul canale YouTube della Polizia di Stato. La presentazione è avvenuta in presenza del capo della Polizia e direttore generale della Pubblica sicurezza Lamberto Giannini e di Vittorio Rizzi, direttore centrale e vicedirettore generale della Pubblica sicurezza. Durante la diretta web, ci sono stati collegamenti con esperti di sicurezza all’estero, in particolare in Argentina e Australia.

Il bilancio di fine anno della Polizia Criminale si basa sull’analisi dei dati sulla criminalità registrati da gennaio a novembre 2021. Le informazioni provengono da Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo di Polizia penitenziaria.

Dal nuovo Report emerge un lieve aumento dei reati in generale (+5,4%) rispetto al 2020, ma comunque in calo rispetto al 2019 (-12,6). Le eccezioni sono due: i femminicidi (116 come nell’anno precedente contro i 110 del 2019) e le truffe online (+ 30,5% rispetto al 2020 e raddoppiati rispetto al 2019).

La violenza sulle donne, gli abusi sui minori ed i crimini predatori (furti, rapine) rappresentano i reati di maggior allarme sociale a cui la direzione centrale della CriminalPol dedica report periodici in una sezione dedicata.

Insieme a queste due fattispecie di reati cresce la cooperazione internazionale delle forze di polizia.

Tirando le somme, il prefetto Vittorio Rizzi definisce il 2021 l’anno della “nuova normalità”.

REPORT CRIMINALITÀ 2021 DELLA POLIZIA DI STATO: DONNE E BAMBINI, I PIÙ COLPITI

Aumentano i crimini contro donne (femminicidi e violenze domestiche) e bambini.

Nel 2021 (da gennaio fino al 26 dicembre) su un totale di 289 omicidi sono state uccise 116 donne come nel 2020, 6 in più rispetto al 2019. Di queste vittime di femminicidio, 100 sono state uccise in ambito familiare (contro le 93 del 2019): 68 di loro sono state assassinate da partner o ex partner. Soltanto il 12% delle vittime ha denunciato il compagno o l’ex.

Nel 2021 sono almeno 71 i minori rapiti, sottratti e spesso portati all’estero da uno dei genitori, tutte indagini ancora aperte. Il fenomeno dei bambini rapiti cresce del 14% rispetto allo scorso anno: il caso più famoso riguarda Eitan, il bimbo rimasto orfano nella tragedia del Mottarone, rapito dal nonno materno, che la zia materna ha riportato in Italia all’inizio di dicembre.

REPORT CRIMINALITÀ 2021 DELLA POLIZIA DI STATO: TRUFFE ONLINE IN AUMENTO

Nel 2021 sono stati commessi oltre 219.000 reati informatici (+30,5% rispetto al 2020, quasi il doppio rispetto al 2019).

Ai reati informatici come phishing, spyware, ransomware e social engineering si sommano le truffe online (messe a segno nel 65,9% dei casi sul web, circa due su tre). Sono stati eseguiti arresti o denunce nel 28,7% dei casi soltanto per le truffe.

ATTI INTIMIDATORI NEI CONFRONTI DI GIORNALISTI ED AMMINISTRATORI LOCALI

Numeri in crescita nei primi 9 mesi del 2021 per quanto riguarda gli atti intimidatori nei confronti di giornalisti ed amministratori locali.

In dettaglio, ne sono stati registrati:

– 156 nei confronti di giornalisti (+21% rispetto allo stesso periodo del 2020) di cui 74 consumati tramite social network;

– 541 nei confronti di amministratori locali (+17% rispetto allo stesso periodo del 2020), di cui 278 casi censiti nei confronti di sindaci.

I risultati provengono da attività di monitoraggio mirate svolte, in particolare, da due gruppi di lavoro: l’Organismo tecnico di supporto all’Osservatorio nazionale e l’Organismo permanente di supporto al Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente sul fenomeno di atti intimidatori.

Aumentano i giornalisti sotto scorta: gli attacchi arrivano prevalentemente da contesti politico-sociali (43%) ed ambienti della criminalità organizzata (13%). Il maggior numero di minacce ed aggressioni ai danni di giornalisti si è verificato nel Lazio, seguito da Toscana, Lombardia e Sicilia. Per certi atti intimidatori, non è stata presentata denuncia da parte dei giornalisti. Le città più rischiose per i giornalisti sono Roma, Milano, Firenze, Napoli, Palermo e Reggio Calabria. Riguardo alle aggressioni fisiche la Regione più colpita è stata la Campania, seguita da Lazio e Toscana.

LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA AL TEMPO DELLA PANDEMIA COVID

A seguito del Covid, l’infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici ha registrato un netto incremento. Il monitoraggio antimafia si è concentrato soprattutto sulle variazioni societarie (possibile indizio di contaminazione) per prevenire fenomeni illeciti.

Sono state 194 le segnalazioni di criticità trasmesse alle prefetture dal Gruppo centrale interforze: sono stati oltre 1000 gli approfondimenti effettuati e più di 29.000 le interrogazioni alle banche dati delle Forze di polizia.

Dal Rapporto Criminalità 2021 della Polizia di Stato emerge:

  • Un aumento del 9,7% di società interdette in base alla normativa antimafia;
  • Un aumento del 47% di società interdette che hanno registrato variazioni societarie.

Risulta circa il 10% di interdittive antimafia in più per fermare i tentativi della criminalità organizzata di attingere all’enorme flusso di fondi pubblici per i ristori alle famiglie ed alle attività chiuse durante il lockdown.

I settori più coinvolti da variazioni societarie sono immobiliare e commercio all’ingrosso (in particolare, in Lombardia, Lazio, Veneto, Campania ed Emilia-Romagna).

Le società colpite da interdittiva interessano i settori delle costruzioni (Calabria, Campania, Sicilia, Piemonte, Puglia) ma anche il settore Ristorazione e Alloggio.

Tra i maggiori reati associati alla criminalità organizzata troviamo reati fiscali e finanziari (25%), associazione finalizzata alla produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope (17%), truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (14%) ed estorsione (6%).

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE DELLE FORZE DI POLIZIA TRA PAESI

In tempi di pandemia, la collaborazione internazionale delle forze di Polizia tra Paesi si è rivelata fondamentale e resta tale.

Fino a novembre 2021 il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip) ha permesso l’arresto di 1.343 latitanti in 61 Paesi (tra soggetti ricercati dall’Italia all’estero e stranieri arrestati nel nostro Paese). Molti di questi latitanti provengono da storie criminali importanti (mafia, terrorismo, crimine organizzato, pedofilia).

Lo Scip ha una sala operativa attiva no-stop: riceve circa 165mila messaggi all’anno, 452 al giorno da tutto il globo.

Nell’ambito della cooperazione internazionale delle forze di Polizia, è importante citare:

  • La rete Enfast (European National Fugitive Active Search Team) che fa da collegamento tra squadre impegnate nella ricerca internazionale e cattura dei latitanti;
  • Il progetto I Can (Interpol Cooperation Against ‘ndrangheta) avviato dal nostro Paese nel 2020 con l’Interpol, cui aderiscono altri 11 Paesi. L’arresto di criminali come Rocco Morabito, Vincenzo Romeo e Francesco Pelle dimostra che le nuove tecniche d’indagine cyber sono determinanti. Non a caso, Morabito è caduto in una trappola cyber creata dall’Fbi. Dall’inizio del progetto, sono stati catturati complessivamente 27 latitanti (17 catturati nel 2021).

In Europa, l’Italia si è dimostrata ‘project leader’ nel definire le minacce sorte dalla Covid economy. A settembre 2021, in tandem con l’Europol e la Commissione europea, l’Italia ha promosso il Law Enforcement Forum al fine di prevenire infiltrazioni della criminalità organizzata nei fondi Next Generation Eu.

L’attività internazionale di polizia si occupa di vari fenomeni, non solo di mafia, come ad esempio il rapimento di minori.

Francesco Ciano

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