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LADRI 2.0 E DRONI UTILIZZATI PER PIANIFICARE I FURTI

 

Grazie ai droni, i Carabinieri riescono ad intercettare e fotografare ladri in azione come è successo a Pontecagnano il 7 luglio scorso. Può succedere anche il contrario e, in questo focus, parliamo di Ladri 2.0 e droni utilizzati per pianificare i furti.

Non si tratta di un fenomeno esteso. I casi verificatisi dal 2013 ad oggi sono ancora sporadici, almeno quelli scoperti e denunciati.

Quando svaligiano negozi di droni o rubano un drone Dji Inspire del valore di 7 mila euro (come è successo in un campo sportivo di Mergo a metà luglio), pensi siano appassionati di tecnologia?

Forse sì, forse il loro obiettivo è piazzare i droni rubati, ma i ladri possono anche rubarli per utilizzarli  come ‘complici tecnologici’.

Abbiamo selezionato i fatti di cronaca più significativi riportati dai media per scoprire di più su questa nuova arma dei ladri tecnologici.

 

LADRI 2.0 E DRONI PER PERLUSTRARE CASE, VILLE, AZIENDE DA RAZZIARE

Una o due settimane prima di mettere a segno un furto, i ladri possono governare un drone a distanza di sicurezza e farlo sorvolare nei dintorni di una casa da svaligiare. Perchè? Per catturare ogni dettaglio e pianificare meglio il colpo.

A febbraio di quest’anno, ladri acrobati hanno usato un drone per avere chiaro il quadro della situazione e pianificare un furto nei minimi dettagli prima di entrare in azione.

In sostanza, i ladri 2.0 affidano ai droni il compito di perlustrare case e ville da razziare, carpire informazioni preziose (abitudini e orari dei proprietari), capire se vale la pena fare il colpo oppure no.

Tutto questo senza scavalcare recinzioni, far scattare allarmi o restare delusi.

Un drone, grazie a sonde endoscopiche, è in grado di verificare se in casa o in azienda c’è qualcuno oppure è disabitata.

Nel mese di agosto, è stato tentato un furto al nucleo industriale di Pozzilli.

Una banda ha utilizzato un drone per monitorare dall’alto la zona allo scopo di pianificare due colpi in simultanea ai danni di altrettante aziende.

I Carabinieri allertati, una volta giunti sul posto, hanno notato un drone volteggiare nell’aria che, con una rapida manovra, è sparito nell’oscurità insieme ai malviventi.

 

LADRI 2.0 E DRONI USATI PER I FURTI: CRONACA DAL 2013 AD OGGI

Pochi ma significativi i principali fatti di cronaca associati a furti o tentati furti da parte dei ladri tecnologici ‘armati’ di droni.

Il primo articolo che ha evidenziato il fenomeno risale a settembre del 2013: “Super ladri tecnologici Attenzione ai droni – spia”.

Sempre più spesso, i malviventi effettuano sopralluoghi a distanza nelle case con oggetti volanti telecomandati dotati di telecamere per verificare l’eventuale presenza in casa di persone. Ovviamente, a scopo di furto.

L’allarme del 2013 partiva dal quartiere Casanova di Bolzano: un cittadino sceso dall’autobus stava raggiungendo la sua abitazione quando ha notato davanti al proprio condominio un soggetto intento a controllare a distanza con un drone un appartamento al 3° piano che aveva alcune finestre aperte.

Stava manovrando lo ’spione volante’ usando un telefono iPhone con cui si possono registrare immagini catturate dalla mini telecamera installata sul drone. Appena si è accorto di essere osservato, l’uomo ha fatto rientrare subito il drone e si è allontanato.

Segnalazioni di comportamenti sospetti di questo genere sono in costante aumento.

Col passare del tempo, il ricorso da parte dei ladri di questi sistemi tecnologici è stato accertato in molte città italiane (Bolzano, Lissone, Como, Massa Carrara, Gardone, Povo, ecc.).

Considerando i furti in aumento compiuti con il supporto di droni, le Forze dell’Ordine raccomandano di tenere alta la guardia per difendersi da questi ladri tecnologici 2.0 che possono utilizzare droni,

Senza trasformare questa idea in ossessione, probabilmente anche il Controllo di Vicinato dovrebbe fare tesoro di queste raccomandazioni.

 

LADRI 2.0 E DRONI: FURTI DEL 2015

I droni attirano sempre più i ladri. A gennaio 2015, è stato registrato a Genova l’ennesimo furto ai danni di un’azienda di attrezzature tecnologiche. Hanno arraffato smartphone, tablet e un drone. Da piazzare o da utilizzare per pianificare furti? Non è dato saperlo.

Per un normale controllo, a metà luglio 2015 è stata arrestata dai carabinieri di Desio per le vie di Lissone (vicino Monza) una banda di ladri hi-tech. I tre malviventi, per aggirare cancelli, antifurti e barriere agli ingressi, spiavano le ville da rapinare con un paio di droni di ultima tecnologia che sorvolavano le abitazioni per capire cosa c’era da rubare. I droni utilizzati, dotati di telecamere, erano in grado di accertare se in casa o nelle aziende c’era qualcuno o se erano disabitate o l’eventuale presenza di impianti di sicurezza.

I tre ladri sono finiti in manette con l’accusa di ricettazione e detenzione di armi clandestine e relativo munizionamento. Insieme ai due esacotteri, sono stati rinvenuti fucili, coltelli, pistole, martelli, radio ricetrasmittenti, disturbatori di frequenza (capaci di neutralizzare gli antifurti satellitari).

Proprio dalle immagini custodite nelle telecamere dei droni, sono partiti i controlli per verificare le attività criminali della banda. In effetti, i droni sono, per i ladri, un’arma a doppio taglio: spioni complici durante la pianificazioni di furti ma anche una sorta di ‘pentiti’ pronti a rivelare agli inquirenti le ‘gesta’ filmate dai malviventi. Una sorta di videosorveglianza mobile, nel caso in cui le Forze dell’Ordine riescano a recuperare i droni usati dai ladri.

Modena, settembre 2015. Arrestata la banda di ladri di Parmigiano Reggiano di cui erano riusciti a portare via duemila forme ed altre derrate alimentari di prestigio (valore complessivo 800 mila euro).

Per portare a termine i colpi, la banda si serviva di prostitute locali (ingaggiate come sentinelle) e di droni utilizzati per i sopralluoghi dei depositi da colpire. Grazie alla registrazione delle telecamere piazzate sui droni, venivano pianificate azioni, vie di accesso e fuga.

 

DUE LADRI SINTI FERMATI E DENUNCIATI NEL 2016

A maggio del 2016, sono stati fermati e denunciati dai Carabinieri a Marina di Massa due sinti di 43 e 23 anni.

Perlustravano e studiavano le case della Versilia e di Massa utilizzando un avanzatissimo sistema di controllo a distanza, dopodiché entravano in azione. Usavano un drone per carpire e registrare più informazioni possibili delle case da colpire: come erano fatte, quante persone ci abitavano, che orari avevano. Pianificavano con estrema precisione, poi colpivano rubando tutto quello che c’era da rubare.

Il drone utilizzato dai due sinti di marca Konus dispone di sistema di registrazione delle immagini e di una telecamera con visori notturni digitale per tenere d’occhio case e villette senza rischiare di essere notati.

 

CORRIDO, 2018: PRIMA SPIANO CON IL DRONE, POI SVALIGIANO CASA

Lo abbiamo visto sorvolare un paio di settimane prima, ma chi andava a pensare una cosa simile” hanno commentato i proprietari di una casa di Corrido svaligiata a maggio 2018.

Due settimane prima del furto, la coppia ha notato un drone mentre sorvolava l’abitazione.

Sembrava volesse immortalarla dall’alto con estrema cura, cercando di catturare ogni minino dettaglio. Moglie e marito si sentivano spiati. “C’era una persona che governava il drone a distanza di sicurezza. Lì per lì non ci abbiamo fatto caso” ha raccontato la padrona di casa.

 

LADRI 2.0 E DRONI: 2019, FURTO CON QUADRICOTTERO DI LADRI ACROBATI

Oltre al tentato furto al nucleo industriale di Pozzilli avvenuto ad agosto di cui abbiamo accennato all’inizio, riportiamo un furto significativo relativo all’anno in corso.

A Tolentino, una banda di tre ladri ha colpito l’appartamento del titolare del noto Fallimenti. Tra contanti ed oggetti in oro, il bottino si aggira intorno ai 10 mila euro. Mentre la sua casa veniva svaligiata, lui si trovava a conteggiare l’incasso della giornata, poco prima dell’orario di chiusura dell’attività.

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza immortalano l’intera scena del furto (progettato nei minimi dettagli). E’ stata ripresa anche la parte iniziale del colpo, avvenuta 3 giorni prima. I dipendenti del negozio hanno notato la presenza di un drone nella zona che potrebbe essere stato utilizzato per visionare il tetto dell’edificio.

I ladri acrobati hanno utilizzato il drone per avere chiaro il quadro della situazione e pianificare il furto nei minimi particolari.

 

SEMPLICE GIOCO O COMPLICE SPIONE DI MALINTENZIONATI?

Di certo, non è facile per nessuno riconoscere un drone manovrato da un ladro da un quadricottero radiocomandato per puro gioco. E’ questo il problema.

Se, da una parte, è bene non creare inutili allarmismi, dall’altra, è prudente prestare la massima attenzione se si nota un drone svolazzare a pochi metri dal perimetro di casa per, poi, allontanarsi di colpo.

Un semplice gioco? O, magari, sta ispezionando la zona per altri scopi? Considerando certi fatti di cronaca, è lecito chiederselo.

Uno dei massimi esperti di droni, Massimo Dioni considera improbabile che eventuali ladri spediscano un drone a pochi metri da una casa per pianificare un colpo.

Spiega che “un drone è molto rumoroso e visibile, specie di sera. Tutto è possibile, ma dubito che un ladro si faccia ‘annunciare’ in maniera così vistosa“. Oltretutto, per poter vedere nei dettagli all’interno delle case, “occorrono droni molto grossi, rumorosi e costosissimi, di cui se ne contano solo una cinquantina in tutta Italia. Fossi un ladro non userei assolutamente un drone, anche perché sarei rintracciabile in men che non si dica“.

I fatti di cronaca, seppure sporadici, dimostrano invece che tutto è possibile ai ladri tecnologici, grandi amanti del rischio.

 

LADRI 2.0 E DRONI: UN BINOMIO PERICOLOSO?

Per ora, considerando i casi sporadici, non lo è ma potrebbe diventare un fenomeno preoccupante.

Al momento, un titolo di giornale come “Carabinieri usano droni e arrestano banda ladri” è più frequente rispetto ad un titolo come “Banda di ladri svaligia una casa utilizzando un drone“. Ma, si sa, l’occasione fa l’uomo ladro e gli strumenti tecnologici buoni per facilitare il ‘lavoro’ di chi non ama lavorare fanno gola al topo d’appartamento.

I droni sono ormai diventati prodotti di massa e, per i ladri, possono rivelarsi spioni perfetti per i loro obiettivi.

Anche la linea Lego City, nel mese di febbraio, ha dato una certa rilevanza a questo fenomeno schierandosi contro i droni illegali. Tra le fila dei giochi Lego City, campeggia un set della polizia aerea composto da elicottero e drone. Un ladro intende usare il suo velivolo radiocomandato, equipaggiato con potenti bracci meccanici, per impossessarsi di una statua d’oro. L’elicottero della Polizia si prepara ad intervenire sparando in aria una rete per ‘catturare’ il quadricottero e sventare il furto. Giochetto divertente e significativo.

Oltretutto, ladri 2.0 e droni complici spioni dei topi d’appartamento devono vedersela con sistemi anti-droni sempre più sofisticati.

 

IL DISPOSITIVO JAMMER CHE NEUTRALIZZA UN DRONE

I droni diventano sempre più evoluti, minuscoli e performanti. Alla stessa velocità evolutiva corrono i sistemi anti-drone, progettati per il loro rilevamento (intercettazione della posizione e movimento del drone) e neutralizzazione.

Il blocco di un drone per la sua neutralizzazione può avvenire fisicamente (tramite lancio di speciali reti) o elettronicamente (intercettando, confondendo e bloccando le comunicazioni radio tra controller e drone insieme alla ricezione del segnale GPS).

L’utilizzo del disturbatore di frequenze (detto jammer) è vietato ai comuni cittadini di tutto il mondo: viene sfruttato in situazioni particolari (cortei di personaggi politici a rischio di attentato, prima o dopo un attacco terroristico). Una volta attivato, impedisce al multirotore di sentire i comandi impartiti dal controller: in tal caso, può decidere di tornare verso il punto di decollo o di atterrare sul posto.

Per impedire un volo autonomo e pre-programmato dal drone verso un obiettivo, i moderni sistemi anti-drone dotati di jammer, bloccano ed interferiscono anche con le frequenze radio dei segnali GPS e GLONASS.

Spesso, purtroppo, i jammer sono utilizzati illegalmente da malintenzionati, ladri, rapinatori, topi d’appartamento tecnologici che, oltre a tagliare i cavi telefonici, riescono ad inibire le trasmissioni cellulari degli antifurto domestici o aziendali. In fondo, i dispositivi jammer sono facilmente reperibili ed acquistabili su molti siti online.

 

SISTEMI ANTI-DRONE DI NUOVA GENERAZIONE

Restando in tema di sicurezza e privacy, per evitare criticità legate all’utilizzo illegale o pericoloso dei droni, si sviluppano e si mettono a punto sempre nuovi sistemi anti-drone per neutralizzare i multirotore che sorvolano senza autorizzazione spazi pubblici o privati.

Questa estate, l’azienda Md Systems ha lanciato sul mercato un impianto anti-drone di dimensioni ridotte che può essere usato da chiunque per difendere la propria privacy e per questioni di sicurezza privata visto che, spesso, i ladri utilizzano le macchine volanti per riprendere case dall’alto allo scopo di pianificare i furti.

Le Forze di Polizia (o i pirati informatici) possono abbattere un drone anche da remoto non soltanto con un jammer ma anche con nuovi sistemi anti-drone.

Di recente, è stato sviluppato Excipo, un drone acchiappa-droni che funziona con lo stesso concetto dello SkyWall 100: spara una rete che intrappola il velivolo “preda” abbattendolo. Questo esacottero ha come mercato di riferimento quello per le Forze dell’Ordine, ma è in programma l’abilitazione di Excipio anche per uso commerciale.

 

ICARUS, IL LADRO DI DRONI

Il dispositivo Icarus è in grado di collegarsi al drone prendendone il completo controllo grazie ad una tecnica di hacking rapida ed efficace. Non è un dispositivo jammer, sfrutta la vulnerabilità della piattaforma radio DSMx, utilizzata da gran parte dei multirotori in commercio.

Soprannominato ‘ladro di droni’, Icarus è in grado di impossessarsi, intercettare e dirottare un drone in un centesimo di secondo senza che il legittimo proprietario possa fare nulla.

Si sostituisce al telecomando o allo smartphone usato per controllare il velivolo ed inizia a pilotarlo secondo le istruzioni impartite dall’hacker di turno. Un vero e proprio ‘furto’.

Come per qualsiasi strumento (tecnologico e non) può essere utilizzato a fin di bene (bloccare il drone di un ladro) o a fin di male (impossessarsi di un drone allo scopo di utilizzarlo per pianificare furti).

“Il fine giustifica i mezzi” o “I mezzi assecondano il fine”?

Francesco Ciamo CEO di Più Sicurezza

Francesco Ciano

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